stenosi spinale

Stenosi spinale: sintomatologia e trattamenti

Perché viene la stenosi spinale?

Ciao, e ben tornato! Voglio parlare con te di un argomento che, come anche gli ultimi che abbiamo affrontato, è volto a farti prendere coscienza della delicatezza, complessità e del ruolo cruciale della schiena, e dei problemi e disturbi connessi in cui puoi incorrere. Oggi approfondiamo disturbo che coinvolge i soggetti più anziani: la stenosi spinale.

Ebbene, se hai più di 50 anni e soffri di un dolore alla schiena di cui ti descriverò i sintomi, questo articolo potrà interessarti. Mi raccomando: se dovessi avere i sintomi che ti descriverò, non esitare nel rivolgerti a professionisti del settore come i nostri fisioterapisti di OsteoMov. Solo loro potranno sostenerti configurando un trattamento di intervento e recupero conforme alle tue necessità e abitudini.

Ma cos’è la stenosi spinale, ti chiederai? Ebbene, la stenosi spinale è un restringimento di due elementi funzionali: canale spinale e forame intervertebrale. Questa restrizione si traduce in un “soffocamento” del midollo spinale e/o delle radici nervose. Il canale spinale è una struttura posta al centro della colonna vertebrale attraverso il quale passano midollo spinale e radici nervose. Le aperture forametiche spinali, invece, si trovano tra le vertebre spinali. Attraverso di esse i nervi periferici escono dalla colonna vertebrale per diffondersi e raggiungere altre parti del corpo.

In quanto patologia molto diffusa eppure troppo spesso sottovalutata o diagnosticata tardi, voglio spiegarti passo dopo passo la natura, la sintomatologia e le cause della stenosi spinale. Così facendo ti darò la possibilità di rivolgerti al più presto a esperti, come quelli in OsteoMov. Il mio consiglio è di intervenire per tempo così da garantire un effettivo recupero. Partiamo appunto dalle cause.

Cosa causa una stenosi spinale?

La stenosi spinale è identificabile come il risultato di un processo di invecchiamento graduale e degenerativo della colonna vertebrale. Con l’avanzare dell’età i legamenti della colonna vertebrale possono ispessirsi e calcificarsi, compromettendo e intaccando le aree adiacenti. Lo stesso vale per le ossa e le articolazioni, che si allargano per via dello stress osseo e che, determinando l’emergenza di speroni e schegge ossee, invadono lo spazio della colonna. Al contrario i dischi vertebrali, situati tra le vertebre, vanno a disidratarsi con il passare degli anni. Inoltre, perdono di forza e spessore, soprattutto in caso di lesioni o deficit come rigonfiamenti o patologie del disco. Sono queste degenerazioni a compromettere la salute del paziente.

 

cosa sono le stenosi spinali

 

Alla stenosi è strettamente connessa l’osteoartrite della colonna vertebrale (o spondilosi), in quanto forma comune di artrite della colonna vertebrale. A proposito di problemi degenerativi, è probabile che ciò si verifichi nelle persone di mezza età e negli anziani. È un processo cronico prodotto dell’usura quotidiana delle articolazioni della colonna vertebrale. Spesso è accompagnato da una crescita eccessiva delle ossa, attraverso formazione di speroni ossei, che può causare la stenosi spinale. Vi sono pure situazioni eccezionali in cui la stenosi spinale si verifica in donne e uomini più giovani, per lo più per via di restringimenti del canale vertebrale presenti dalla nascita o gravi lesioni alla colonna vertebrale.

Quali sono i sintomi della stenosi spinale?

Tra i sintomi più comuni per la stenosi spinale abbiamo: intorpidimento, debolezza muscolare, riduzione dei riflessi, crampi, dolore generale a braccia e gambe. Ovviamente questi sintomi generali variano a livello d’intensità e locazione, in base all’area della colonna vertebrale che è affetta (stenotica) e da quanto è avanzato il livello di stenosi. In generale, si prova dolore a seguito del restringimento, solo se questa azione restrittiva implica la compressione del midollo spinale, dei nervi e delle radici nervose. Nei casi più gravi, l’intorpidimento, il formicolio, il dolore, la debolezza muscolare possono espandersi. Ne consegue che con il tempo possano sopraggiungere anche altri sintomi, come quelli che coinvolgono la funzionalità di vescica e intestino. In questi casi si parla di Sindrome della Cauda Equina ed i sintomi sono così gravi che è necessario un intervento immediato.

Tra le regioni più colpite, troviamo la colonna lombare (schiena bassa) e la colonna cervicale (collo). Tuttavia, qualsiasi regione della colonna vertebrale può essere affetta da questo disturbo. Rispettivamente, nella stenosi lombare spinale ciò che accade è che le radici del nervo spinale della parte bassa della schiena vengono compresse producendo dolore, formicolio, debolezza o intorpidimento, sintomi che si irradiano sino a glutei e gambe, soprattutto durante attività fisica e movimento. La stenosi cervicale può causare sintomi simili, colpendo però anche le braccia oltre che, potenzialmente, le gambe.

Attenzione alla posizione!

Come nel caso della sciatica, se lo spazio ristretto all’interno della colonna vertebrale spinge su una radice nervosa, si può provare dolore anche in virtù del fatto che questo si irradia lungo il nervo. A differenza dei pazienti con sciatica però, la stenosi spinale è alleviata quando ci si siede, proprio per la differenza di problema del disco. Nei pazienti affetti da stenosi infatti, sedersi o piegarsi in avanti per flettere la colonna vertebrale dovrebbe alleviare i sintomi. Questo perché la posizione flessa è come se “aprisse” la colonna vertebrale, allargando gli spazi tra le vertebre.

E ciò spiega anche l’andatura china in avanti dei soggetti affetti da stenosi. Invero, poiché mantenere la parte bassa della schiena piegata in avanti allevia i sintomi, i pazienti spesso camminano con la schiena ricurva, chinati in avanti e con la testa bassa. Tuttavia, per via di questa postura adattiva, la parte inferiore della schiena si irrigidisce e sviluppa una tensione nei muscoli flessori dell’anca e nella parte anteriore delle anche. Stare in piedi, camminare o piegarsi all’indietro spesso peggiora i sintomi legati alla stenosi, in quanto queste attività provocano restringimento dello spazio attorno ai nervi.

Hai fatto caso se assumere questa posizione allevia i tuoi dolori alla schiena? Se sì, non esitare a contattare i nostri professionisti in OsteoMov! Molto spesso questi sintomi vengono confusi per strappi muscolari, difetti di postura o comunque non vengono trattati per tempo affidandosi a professionisti. Questa disattenzione causa soltanto il peggioramento della condizione. Mi raccomando, non perdere tempo: affidati solo a esperti, affidati a OsteoMov.

postura stenosi

Come viene diagnosticata la stenosi spinale?

Ora, se dovessi accusare uno o più sintomi tra quelli che ti ho descritto, fondamentale è recarsi subito da medici professionisti. Esattamente come i nostri, che attraverso la medotologia OsteoMov potranno diagnosticare la stenosi e intervenire attraverso programmi costruiti su misura sulle tue esigenze e necessità.

La diagnosi, ad esempio, avverrà attraverso comprensione e analisi dei sintomi attraverso colloqui e test, e usufruendo poi di tecnologie come la TAC, la risonanza magnetica o la mielografia, utili a definire l’estensione della stenosi.

A seguire ti illustrerò attraverso quale tipo di trattamento, quali obiettivi e quali procedure le cure OsteoMov garantiscono guarigione e recupero della stenosi spinale.

FASE I – Sollievo dal dolore e protezione

Pur essendo l’ultimo sintomo a emergere, è quello che spinge i pazienti a far riferimento a medici per curare la propria condizione. Naturalmente, sto parlando del dolore. Obiettivo iniziale è attenuare il malessere agendo sull’infiammazione: i nostri fisioterapisti interverranno attraverso terapie strumentali e tecniche massaggianti atte a ammorbidire le aree tese e lese.

In generale, la metodologia OsteoMov potrà consistere in una serie di trattamenti eterogenei per gestire il dolore. Tra questi abbiamo: la Tecar, il Laser, l’elettroterapia, le mobilizzazioni manuali, le tecniche di taping di scarico, il massaggio dei tessuti molli e l’uso temporaneo di un tutore per la schiena.  Infine, il medico ti potrà consigliare l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei come l’ibuprofene.

FASE II – Ripristino della ROM normale, forza

Una volta attenuati dolore e infiammazione, il nostro fisioterapista interverrà sulla struttura muscoloscheletrica e nervosa. L’obiettivo primario è quello di ripristinare l’allineamento articolatorio e il range di movimento, della lunghezza muscolare e della tensione a riposo, della forza muscolare e della resistenza. Solitamente il nostro trattamento prevede l’intervento nell’area del basso addome e del torace, per agire su quei muscoli che controllano e stabilizzano dinamicamente la colonna vertebrale e il cui funzionamento, durante la stenosi, viene compromesso.

Ciò ovviamente viene decretato in relazione alla vostra dinamica di movimento, equilibrio e struttura muscoloscheletrica e in relazione al tipo e livello degenerativo di stenosi. Come sempre, e contrariamente a tanti miei colleghi, le nostre terapie sono configurate entro un rapporto 1:1 col paziente. Tale rapporto non è predefinito, né a livello di tipo d’intervento né a livello di numero di ore o sedute. Questo perché il nostro intento è curare la persona prima che e oltre la patologia. Pertanto, i trattamenti OsteoMov saranno strutturati in base a necessità, condizioni, storia clinica specifici per il singolo paziente.

FASE III – Ripristino della piena funzionalità

Man mano che il controllo dinamico della tua schiena migliora, il nostro fisioterapista rivolgerà la sua attenzione alla ristabilizzazione del normale allineamento pelvico e della colonna vertebrale, oltre che del suo raggio d’azione durante le posizioni e le posture più stressanti del corpo. Questo principio direttivo vale anche per aree come le gambe, che abbiamo visto essere compromesse allo stesso modo in alcuni casi di stenosi.

A seconda del lavoro, dello sport o delle attività che pratichi e che desideri continuare a portare avanti, i nostri fisioterapisti configureranno trattamenti su misura. In questo modo potrai riacquisire forza, elasticità e resistenza, ricominciando a fare le tue attività.

FASE IV – Prevenzione della ricorrenza

Non smetterò mai di ripeterlo: la prevenzione è parte attiva della cura! Ho incontrato molti pazienti che, affidatisi a rimedi fai-da-te suggeriti da personal trainer e youtuber non certificati a livello medico, hanno creduto di risolvere il problema. In realtà, silenziandolo provvisoriamente e ritardandone un ritorno ancora più violento hanno fatto si che i trattamenti di questi pazienti siano stati più complessi e lunghi. Curarsi facendo riferimento a professionisti riconosciuti come i nostri fisioterapisti in OsteoMov è invece garanzia di guarigione e risoluzione quasi definitiva (in medicina non possono non esistere le eccezioni, sono anzi le eccezioni a garantire l’accrescimento del sapere e la possibilità di nuove scoperte e soluzioni) del problema.

A tal proposito, il mal di schiena ha la tendenza a tornare. Il motivo principale per cui si pensa che si ripresenti è, non a caso, una riabilitazione insufficiente. In particolare, intervenire male o non intervenire a sufficienza o affatto sui muscoli addominali del nucleo implica l’incapacità del corpo di gestire le proprie forze in movimenti efficaci a redistribuire il peso sul corpo senza stressare le aree lese, aprendo le porte al ritorno del problema nervoso e muscoloscheletrico.

Le serie di esercizi che i nostri fisioterapisti ti offriranno sono una componente centrale per prevenire con successo una recidiva. I nostri metodi si fondano, ad esempio, su trattamenti e esercizi di pilates, yoga, nuoto, camminata, idroterapia o ginnastica.

Altre opzioni di trattamento

Ci possono essere dei casi più complessi, in cui i sintomi non sembrano guarire attraverso le tecniche sopra descritte. Se questo fosse il tuo caso, non devi preoccuparti: i metodi d’intervento OsteoMov prevedono soluzioni atte a risolvere situazioni più spinose come la tua.

Qualora i sintomi della stenosi persistono, si potrebbe prendere in considerazione un trattamento con iniezione di corticosteroidi epidurali, anche se queste iniezioni possono raramente essere considerate curative in modo definitivo. Per esperienza personale, posso dirti che almeno il 50% dei miei pazienti hanno evidenziato come nel breve termine questi interventi abbiano garantito una importante diminuzione del dolore soprattutto se si accompagnano a programmi di riabilitazione.

Nei casi più gravi, quelli in cui le terapie non hanno sancito l’effetto desiderato, la chirurgia è una soluzione che può essere presa in considerazione. I trattamenti chirurgici sono spesso obbligati alla luce di sintomi quali:

  • Intorpidimento o formicolio nella regione genitale,
  • Debolezza a entrambe le gambe,
  • Disturbi nella funzione della vescica o dell’intestino

Inoltre la chirurgia risulta più efficace nelle persone che soffrono di dolori alle gambe dovuti a stenosi spinale.

Per esperienza personale e alla luce di evidenze riportate dalla comunità scientifica, i risultati di un intervento possono essere eterogenei e non sempre completamente efficaci. Inoltre, tendono ad avere un esito peggiore nei pazienti con diabete, dolore all’anca o dolore grave alla schiena. Il tipo di intervento chirurgico si baserà sulla vostra patologia e condizione specifica. La procedura chirurgica più comune è una laminectomia, in cui una sezione delle vertebre viene rimossa per aprire il tunnel osseo stenotico.

Prognosi per stenosi spinale

Voglio concludere con dei dati che possano rasserenarti. La probabilità d’intervento chirurgico è bassa, soprattutto se interverrai per tempo attraverso trattamenti mirati e specialistici. Motivo per cui t’invito a non sottovalutare il tuo problema e a far riferimento ai nostri fisioterapisti in OsteoMov.

Per esperienza personale, posso dirti invece che la probabilità di successo dei nostri trattamenti è molto alta. Come confermato anche da studi scientifici sulla relazione tra trattamenti fisioterapici e stenosi spinale, possiamo osservare un miglioramento del 95% dei sintomi in 12 mesi di trattamento. La chirurgia, seppur garantendo miglioramenti nel breve termine, apre le porte a possibilità d’infezione per la tipologia di intervento.

Seguendo i protocolli d’esercizio garantiti dai nostri fisioterapisti, sono certo che otterrai i miglioramenti che aspetti. Contattaci al più presto se presenti i sintomi di cui ti ho parlato.

Spero di esserti stato utile! Come sempre, ci vediamo al prossimo articolo oppure nel mio studio di fisioterapia a Roma Eur Marconi, ciao!

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