Coxalgia

Coxalgia o dolore all’anca. Come curarla?

Cosa causa il dolore all’anca

La coxalgia è comune e diffusa in tutte le fasce d’età. L’articolazione dell’anca e la sua integrazione con il bacino, l’articolazione sacroiliaca e la colonna vertebrale lombare ne fanno una zona molto complessa. In caso di dolore è dunque opportuno affidarsi ad un professionista esperto della salute che possa analizzare e valutare correttamente qualsiasi disfunzione che possa essere presente in tale zona.

Gli anziani saranno più vulnerabili ai problemi dell’anca legati all’età, come l’artrite dell’anca, la borsite trocanterica e la Sindrome del Grande Trocantere. Le limitazioni funzionali possono presentarsi nel camminare, nel sedersi, nello stare in piedi o salire le scale. Nei casi più gravi, addirittura anche dormendo.

La coxalgia può essere associato anche a un equilibrio precario. Per prevenire il rischio di cadute è necessaria una accurata indagine da parte di un professionista. Il fisioterapista potrà prescrivere esercizi di potenziamento muscolare che vi aiuteranno a migliorare l’equilibrio corporeo. Inoltre, potrà prendere atto anche di eventuali deficit individuali. Può anche consigliare di utilizzare un dispositivo di assistenza alla deambulazione, come un bastone da passeggio, stampelle o un deambulatore.

Problemi all’anca negli sportivi

I problemi all’anca legati allo sport nella età giovanile possono insorgere dopo prolungate attività di corsa, di salto o atterraggio. Le condizioni specifiche dell’anca dello sportivo devono essere discusse e valutate a fondo dal fisioterapista. I deficit biomeccanici, la degenerazione progressiva della cartilagine dell’articolazione e le lesioni del labbro acetabolare sono problematiche spesso presenti nell’ambito della pratica sportiva.

Dolore all’inguine

Il dolore all’inguine è uno dei sintomi più comuni associati alle patologie dell’articolazione dell’anca, come l’osteoartrite e la lesione del labbro acetabolare. Esistono molti altri fattori connessi al dolore all’inguine che devono prima essere verificati da un professionista.  Solo dopo un’accurata indagine da parte di un esperto si potrà intervenire con una terapia mirata.

Valutazione della coxalgia

Un trattamento efficace richiede una valutazione approfondita e accurata del vostro dolore:

  • Intero arto inferiore (piede, caviglia, ginocchio, anca, inguine),
  • Colonna vertebrale zona lombare,
  • Funzione e allineamento del bacino e delle articolazioni Sacro-iliache,
  • Esame dei muscoli profondi dell’anca e attivazione muscolare,
  • Controllo, forza e funzione dei muscoli medi e superficiali dell’anca,
  • Ispezione dei muscoli della parete addominale, del Core e del pavimento pelvico,
  • Lunghezza e forza dei muscoli della coscia (ad esempio quadricipiti, adduttori, tendini del ginocchio e Bandelletta Ileo-tibiale),
  • Estensibilità del tessuto neurale (ad esempio nervo sciatico e femorale),
  • Biomeccanica dell’articolazione dell’anca

La coxalgia spesso è legata alla biomeccanica degli arti inferiori. L’indagine dovrebbe includere una valutazione funzionale delle articolazioni del ginocchio, del piede e della caviglia, oltre ai muscoli della coscia e del polpaccio. Tutti quelli sopra menzionati sono elementi che contribuiscono alla funzione dell’anca.

Per consigli specifici sulla coxalgia, si consiglia di rivolgersi a un fisioterapista qualificato che possa ridurre la coxalgia e le lesioni a essa correlate.

Qual è il miglior trattamento per la coxalgia?

Solo una diagnosi accurata della causa che genera il dolore può risolvere il problema. In questo modo, migliorerete rapidamente la vostra funzione quotidiana, prevenendo una futura ricaduta e potenzierete le vostre prestazioni atletiche.

Il trattamento sintomatico è sempre la prima scelta terapeutica a breve termine. Potrebbe includere iniezioni di cortisone o antidolorifici. Anche il ghiaccio o il calore potrebbero essere d’aiuto, magari assieme a un po’ di stretching o di esercizio fisico.

Esami clinici

Tuttavia, i problemi persistenti all’anca richiedono ulteriori indagini. Esami più focalizzati consentiranno di valutare:

  • Integrità dell’articolazione,
  • Range di movimento,
  • Lunghezza dei muscoli,
  • Forza,
  • Resistenza,
  • Potenza,
  • Tempi di contrazione,
  • Controllo della stabilità dinamica

Lo specialista deve essere consultato per valutare a fondo le condizioni dell’inguine, del bacino, dell’arto inferiore, della colonna vertebrale e dell’anca stessa. A causa della catena cinetica, tutti questi aspetti hanno un certo impatto soprattutto nella prestazione atletica. Un professionista di qualità vi istruirà in modo specifico sulla vostra condizione di salute, intervenendo con il giusto esercizio fisico e/o la terapia manuale. L’educazione alla prevenzione del dolore dovrebbe includere anche l’insegnamento di esercizi personalizzati, consigli per la perdita di peso (se necessario) e metodi per scaricare eventuali articolazioni artritiche.

Recenti ricerche hanno modernizzato i metodi di trattamento fisioterapico per gestire la coxalgia. Grazie a una valutazione accurata e dopo un trattamento specifico, il dolore può regredire rapidamente. In poco tempo, ritornerete a praticare sport o le vostre attività quotidiane.

Richiedete la consulenza professionale di un fisioterapista di alta qualità e sempre aggiornato. Qui a OsteoMov siamo esperti nella diagnosi, nel trattamento, nella prevenzione e nell’ottimizzazione del dolore all’anca e delle condizioni correlate. Dopo avere effettuato la giusta valutazione del caso, vi prescriveremo attività terapeutiche e funzionali in base alle vostre specifiche esigenze.

Opzioni per il trattamento della coxalgia

Il fisioterapista dell’anca può prendere in considerazione un’ampia gamma di opzioni di trattamento. Tra questi abbiamo: la terapia manuale per migliorare la mobilità articolare e la contrazione muscolare e la terapia strumentale per ridurre il dolore. Se lo ritiene opportuno, il fisioterapista può anche aggiungere esercizi di rafforzamento e di controllo delle articolazioni.

Vantaggi a medio termine

In uno studio effettuato nel 2010 dal titolo Development of a Therapeutic Exercise Program for Patients With Osteoarthritis of the Hip sono stati arruolati 109 malati con osteoartrosi all’anca da lieve a moderata. Dopodiché sono stati confrontati tra loro 2 insiemi di pazienti: uno dedito solo all’educazione e un altro gruppo che, oltre all’educazione, svolgeva anche attività sportiva da 16 mesi. Al termine dell’esperimento, i punteggi delle funzioni fisiche del WOMAC erano migliorati in maniera significativa per il secondo gruppo. I risultati dimostrano che la partecipazione a un programma di terapia fisica di oltre 12 settimane, unito all’educazione del paziente, può ridurre la necessità di sottoporsi ad un intervento di protesi all’anca. In alcuni casi, può persino rimandare la chirurgia nei pazienti con osteoartrosi all’anca. Ciò avvalora le tesi secondo cui la terapia fisica dovrebbe essere offerta come trattamento di prima linea a chi è affetto da osteoartrosi all’anca.

Qual è il trattamento per la coxalgia?

FASE I – Sollievo dal dolore e protezione

  • Gestire il dolore all’anca. Il male all’anca è il motivo principale per cui si cerca una terapia,
  • L’applicazione regolare di impacchi di ghiaccio è altamente raccomandata per ridurre il dolore,
  • FANS o farmaci antinfiammatori (ad es. ibuprofene). L’uso di questi farmaci deve prima essere discusso con il medico,
  • Il fisioterapista utilizzerà una serie di strumenti per ridurre il dolore e l’infiammazione. Questi possono includere: elettromedicali come Tecar e Laser, elettroterapia, manipolazioni articolari, tecniche di taping di scarico, massaggio dei tessuti molli e l’uso temporaneo di un ausilio per la mobilità (es. bastone o stampella) per scaricare il lato interessato.

FASE II – Ripristino del normale ROM dell’anca e della forza

Quando il dolore e l’infiammazione dell’anca si stabilizzeranno, il fisioterapista rivolgerà la sua attenzione a ripristinare il normale range di movimento dell’articolazione dell’anca. Si dedicherà poi a riattivare la lunghezza muscolare e la tensione a riposo, la forza e la resistenza muscolare, la propriocezione, l’equilibrio e l’andatura (modello di camminata).

I ricercatori hanno scoperto l’importanza dei modelli di reclutamento dei muscoli dell’anca con un ordine normale di modelli di contrazione dei muscoli profondi, poi intermedi e infine superficiali nei normali modelli di contrazione dei muscoli dell’anca senza dolore.  Il fisioterapista valuterà il vostro modello di reclutamento muscolare e vi prescriverà gli esercizi più adatti alle vostre esigenze.

OsteoMov ha sviluppato un “Programma di stabilizzazione specifico per l’anca” che vi aiuterà a riprendere il normale controllo muscolare.

Siamo a vostra completa disposizione per un consiglio.

FASE III – Ripristino della funzione articolare

La fase finale della riabilitazione dell’artrite all’anca è finalizzata a riportarvi alle attività desiderate. Ognuno ha esigenze diverse per le proprie anche, che determineranno gli obiettivi specifici del trattamento da raggiungere. Per alcune persone, può essere semplicemente compiere il giro dell’isolato.

Il vostro fisioterapista personalizzerà la vostra riabilitazione dell’anca per aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi funzionali.

FASE IV – Ritardare la chirurgia dell’anca

L’osteoartrite dell’anca è una condizione di deterioramento graduale dell’articolazione, anche se il dolore può andare e venire nelle fasi iniziali.

Oltre al controllo dei muscoli dell’anca, il fisioterapista valuterà la biomeccanica dell’anca e inizierà a correggere eventuali difetti. Può anche consigliarvi esercizi per gli addominali o qualche protesi plantare per affrontare difetti biomeccanici delle gambe o dei piedi. Vi guiderà nel mettere a punto la stabilità e la funzione dell’anca, affrontando eventuali deficit di forza e di equilibrio. In aggiunta a ciò, da lui imparerete le giuste tecniche di autogestione per tornare alle precedenti attività quotidiane in totale sicurezza!

L’obiettivo che vi deve orientare in qualsiasi programma di esercizio o fisioterapia è quello di ritardare il deterioramento dell’artrite dell’anca. La strategia migliore è quella di avere muscoli e ossa forti che eseguano attività senza traumatizzare le superfici articolari dell’anca.

FASE V – Chirurgia dell’anca

L’intervento chirurgico all’anca è solitamente necessario in quanto a causa dell’artrite l’articolazione si deteriora e si deforma in modo permanente. La procedura più comune è la protesi totale dell’anca. Il chirurgo può anche proporre la chirurgia artroscopica o il resurfacing dell’articolazione.

La prognosi dopo un intervento di protesi totale dell’anca è molto buona. Nella maggior parte dei casi, il dolore sarà nullo o di gran lunga inferiore a prima dell’intervento. Inoltre, si risconterà una migliore funzionalità.

Avrete bisogno di un programma post-operatorio di rafforzamento dei muscoli che stabilizzano l’articolazione e di riabilitazione. Lo scopo è quello di prolungare la vita della vostra nuova anca e riprendere uno stile di vita più attivo.

Per ulteriori informazioni, si prega di rivolgersi al proprio fisioterapista o medico.

Cos’altro puoi fare per la tua anca?

Perdere peso

Perdere peso. Non solo avrete un aspetto migliore, ma vi sentirete anche meglio. Perché? Ogni chilogrammo in più si traduce in un maggiore stress per le articolazioni. L’eccesso di peso può significare più dolore all’anca, indipendentemente dalla forma di artrite che si ha.

Ghiaccio

Quando l’articolazione dell’anca è infiammata, l’applicazione di qualcosa di freddo può diminuire il dolore e il gonfiore. L’effetto successivo sarà quello di portare in vasocostrizione i vasi sanguigni e impedire la fuoriuscita di liquidi nei tessuti circostanti.

Farmaci

Seguite il suggerimento del medico. Alcuni farmaci saranno studiati per alleviare il dolore e altri per ridurre l’infiammazione. Poiché la maggior parte dei pazienti affetti da osteoartrite all’anca fa uso di farmaci, è sempre saggio verificare con il proprio medico quelli adatti al problema.

Esercizio 

L’esercizio fisico aiuta a ridurre la coxalgia. Inoltre, aumenta il range di movimento dell’articolazione, diminuisce l’affaticamento e dona una piacevole sensazione.

Una routine di allenamento completa comprende esercizi:

  • di flessibilità per aumentare l’articolazione dell’anca e il range di movimento muscolare,
  • aerobici per migliorare la resistenza e diminuire l’affaticamento,
  • di rafforzamento per migliorare la resistenza e la potenza muscolare

Il fisioterapista è un esperto nella valutazione e nella prescrizione di esercizi per l’artrite dell’anca. Domandategli cosa è meglio per voi.

Attività come il nuoto, l’idroterapia, il Tai Chi, lo yoga, il Pilates, l’equilibrio e i programmi di camminata sono eccellenti, ma soltanto se non danno dolore.

La chiave è avere un programma di esercizi giornalieri da seguire.

Rafforzate le ossa

Chiedete al medico di controllare la densità ossea. Se nutre qualche dubbio sulla vostra salute, organizzerà subito un test per verificare se hai l’osteoporosi (diradamento osseo).

Seguite i suoi consigli o quelli del dietologo riguardo l’assunzione di calcio e vitamina D. Per rafforzare le ossa non c’è niente di meglio che sali minerali e vitamine abbinati a una qualsiasi forma di esercizio fisico!

Massaggi

Un massaggio può essere proprio il sollievo di cui i vostri muscoli dell’anca hanno bisogno. I benefici variano da persona a persona, ma possono includere: una diminuzione del dolore e della rigidità muscolare associata all’artrite, un aumento della circolazione e un miglioramento del sonno e delle funzioni immunitarie. A livello mentale, il massaggio può anche diminuire lo stress e la depressione.

Oltre a tutto questo, il massaggio sulla pelle è una bella sensazione!

Per ulteriori consigli, chiedete al fisioterapista, massaggiatore o medico.

Spero di esserti stato utile! Come sempre, ci vediamo al prossimo articolo oppure nel mio studio di fisioterapia a Roma Eur Marconi, ciao!

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