Spalla congelata

Spalla congelata: la vera causa

Cosa significa Spalla congelata?

Bentornato! In questo nostro percorso sui disturbi delle braccia oggi affrontiamo una patologia delicata e molto, molto diffusa: la spalla congelata! Hai presente, no? Dolore interno pulsante, impossibilità di movimento, incapacità di esercitare pressione o sforzo alcuno nell’area interessata. Ecco.

Pensa che la capsulite adesiva, altro termine per identificare la spalla congelata, colpiscono tra il 2% e il 5% circa della popolazione mondiale, con un’età media che va dai 40 ai 60 anni, per il 70% donne (Sheridan et al 2006).

Fatto che rende di grande importanza la comprensione di questo disturbo, molto spesso la spalla congelata viene confusa per una lesione della cuffia dei rotatori. Se paragonata a quest’ultima, la spalla congelata consiste invece nell’infiammazione della capsula della spalla (capsulite) e delle aderenze fibrotiche, limitandone il movimento.

Data l’incidenza di questo disturbo, capiamone natura e ragioni. Come sempre, capire è il primo passo per guarire!

Cosa causa il congelamento della spalla?

Purtroppo, va detto, e so che potrà risultare poco rasserenante, ancora oggi non si comprende a pieno questo disturbo. Nello specifico, non sono comprese univocamente le ragioni dell’emersione della spalla congelata.

Statisticamente però, e questo potrà esserti utile, è importante evidenziare come condizioni quali il diabete, le malattie cardiache, l’ipertiroidismo e ipotiroidismo coincidono con la presenza di capsulite adesiva – ad esempio, nei diabetici si conta la presenza di spalla congelata con una media che va dal 10% al 38%.

Allo stesso modo, la mancanza di esercizio nella fase di recupero post-operatorio, atto a garantire la riacquisizione di competenze andate compromesse a fronte di un infortunio, aumenta la probabilità di sviluppare un disturbo da capsulite adesiva.

In cosa consiste la spalla congelata?

Il congelamento della spalla implica una lesione alla capsula, ossia quello strato profondo di tessuto molle attorno all’articolazione della spalla, atto a mantenere l’omero all’interno della cavità della stessa. La spalla congelata consiste in un restringimento (che può arrivare sino a 5 cm3) e inspessimento (da 1mm a 5 mm) della capsula dell’articolazione, provocando rigidità articolatoria, riduzione dei movimenti e forte dolore.

Quali sono i sintomi?

La spalla congelata presenta tre fasi, ognuna delle quali mostra sintomi diversi.

Le 3 tappe sono:

  • Il congelamento della prima fase è caratterizzato inizialmente da un dolore intorno alla spalla, seguito da una progressiva perdita di ampiezza di movimento, che dura dai 3 ai 9 mesi. Nei nostri studi OsteoMov si costruiranno trattamenti terapeutici ad hoc atti a curare la patologia tenendo in considerazione la storia clinica del paziente e le sue necessità, a partire dal fatto che una fase come questa deve essere gestita mediante trattamenti non aggressivi, atti a sciogliere il dolore. Viene detta anche fase rossa, per via del colore della capsula.
  • La fase due è quella in cui domina la rigidità. Dal dolore della fase uno, che permane anche per tutta la prima parte della fase due, si passa all’impossibilità fisica di movimenti. Questa fase, detta rosa (sempre per via del colore della capsula), può durare dai 9 ai 15 mesi e consiste a livello terapeutico in una serie di trattamenti atti a garantire lo scioglimento delle rigidità.
  • L’ultima fase è quella dello scongelamento, detta anche fase bianca. Della durata che va dai 15 ai 24 mesi, in questa fase i nostri medici provvederanno a eliminare ogni rigidità e garantire la riacquisizione del range di movimenti perduti nelle fasi antecedenti (per comprendere le terapie fisioterapiche sulla spalla congelata puoi far riferimento a Kelley et al. 2009, Walmsley et al. 2009, Hannafin et al 2000, Hanchard et al. 2011).

Molto spesso, purtroppo, le terapie non seguono il flusso armonico di queste fasi per garantire la guarigione e, peggio, non configurano un trattamento di recupero commisurato alle esigenze del paziente, esponendolo a rischi di recidiva e non risoluzione effettiva del problema – elementi invece alla base dei nostri percorsi di recupero. Affidati ai fisioterapisti dei nostri studi OsteoMov!

Come viene diagnosticato il disturbo da spalla congelata?

Le nostre terapie Osteomov si basano ovviamente su specifici criteri diagnostici: da cosa si riconosce una spalla congelata? Quali attività fisiche vengono compromesse? Ecco alcuni sintomi comuni!

  • Impossibilità a raggiungere l’altezza della spalla,
  • Inabilità a lanciare una palla,
  • Incapacità  a raggiungere rapidamente qualcosa,
  • Difficoltà a toccarsi dietro la schiena, ad esempio per allacciare il reggiseno,
  • Inattuabilità del desiderio di dormire su un fianco

Data la specificità di questi sintomi e l’eterogeneità delle cause da un lato, e la comunione di questi sintomi con altre patologie, molto spesso dagli inesperti una spalla congelata è confusa per una lesione alla cuffia dei rotatori, di cui abbiamo già parlato in passato. Ecco perché, come ti ripeto spesso, è fondamentale far riferimento a esperti, come quelli dei nostri studi OsteoMov di Roma Eur/Marconi, senza affidarsi a consigli di sedicenti esperti o a terapia fai-da-te che rischiano di provocare solo ulteriori danni e, malauguratamente, perdite economiche di rilievo! I nostri terapisti seguono tecniche terapeutiche strutturate sulla base delle tue necessità, grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Capiamo meglio la tipologia di trattamenti!

Valutazione della spalla congelata

Il nostro fisioterapista ti chiederà di eseguire i movimenti delle spalle. Ciò per via del fatto che si tenterà di individuare un pattern strutturale di movimento tipico della spalla congelata:

Rotazione laterale > Flessione > Rotazione interna

Questa configurazione di movimenti si accompagnerà a una serie di sensazioni di dolore per il paziente e tattili per il fisioterapista a contatto con la spalla. I movimenti rapidi infatti coincidono con un dolore molto profondo, mentre le spalle congelate non risultano tese alla palpazione proprio per il fatto che la patologia colpisce un’area profonda (Walmsley et al., 2009).

In alcuni casi questi trattamenti manuali si affiancano a esami sostenuti da strumenti tecnologici. Ad esempio, si può essere indirizzati ai raggi X o alla risonanza magnetica per escludere altre cause di dolore alla spalla – quest’ultima utile a definire una diagnosi. L’artrografia della spalla a doppio contrasto è infine il metodo diagnostico tradizionale, ma in presenza di esperti (come quelli OsteoMov) un’analisi di questo tipo non serve, proprio perché l’analisi tattile è sufficiente alla diagnosi.

Abbiamo capito il cosa, il come, è necessario indagare adesso il chi. Nello specifico ci chiederemo…

Chi è più probabile che soffra di spalla congelata?

Ebbene, la spalla congelata è più probabile che si verifichi in persone di età compresa tra i 40 e i 60 anni. Il disturbo può essere primario, ossia emergere da una contingenza (infortunio, stress etc.), o può derivare da una malattia o lesione antecedente (disturbo secondario).

Ci sono però una serie di fattori di rischio che predispongono a sviluppare questa patologia:

  • Trauma alla spalla,
  • Intervento chirurgico derivato da deficit e problemi pregressi, che sancisce la predisposizione alle lesioni interne,
  • Condizioni infiammatorie a livello tendineo,
  • Inattività della spalla
  • Malattia autoimmuni,
  • Cancro della cervice uterina,
  • Ipo/ipertiroidismo,

Infine, va evidenziato che, statisticamente, circa il 20% delle persone che hanno avuto una spalla congelata svilupperà in futuro il medesimo problema anche nell’altra spalla (Kelley et al., 2013).

Abbiamo compreso come prenda forma questo disturbo. Ora capiamo più estensivamente come affrontarlo e curarlo.

Trattamento della spalla congelata

Il trattamento della spalla congelata, come detto, dipende dalle esigenze del paziente, in relazione alle fasi che abbiamo preso in esame in precedenza. Troveremo pertanto specifiche procedure a seconda che ci si trovi nella fase 1, 2 o 3.

  1. Dolore da congelamento

Come detto, obiettivo di questa fase è l’attenuazione del dolore, oltre all’esclusione di altre potenziali cause della spalla congelata.

Le tecniche antidolorifiche garantite dai nostri fisioterapisti possono includere, ovviamente, i farmaci farmacologici prescritti dal medico: ad esempio, il medico può considerare trattamenti da iniezione intracapsulare di corticosteroidi, ma solo nel breve termine e a fronte di dolori insopportabili, in quanto sembra essere inefficace dopo le prime settimane di trattamento. Accanto a questa terapia, nell’ottica dell’alleviamento del dolore, troviamo anche trattamenti di dry needling e utilizzo di kinesio taping, oltre all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia come le TECARTERAPIA, efficaci anche per aumentare il raggio di movimento (Page & Labbe 2010).

È importante non aggravare la spalla congelata con movimenti fuori portata durante questa fase.

  1. Rigidità

Per sciogliere la rigidità e garantire il progressivo recupero di fluidità di movimento è necessario intervenire in base alla gravità della condizione, in quanto altrimenti si corre il rischio di aggravare la sinovite capsulare e dunque il dolore.

In questa fase i trattamenti proposti dai nostri fisioterapisti sono dunque fondati sulla graduale mobilizzazione e sull’allungamento specifico dell’articolazione della spalla, mediante tecniche di rilascio muscolare, dry needling e esercizi per riacquisire forza e elasticità. In particolare, la mobilizzazione con tecniche miofasciali appare molto efficace, anche più dei soli esercizi di stretching (Donner et al., 2013, Yang et al., 2007).

Inoltre, come riportato da Wiles J (2005) e testimoniato dalle tecniche messe in atto dai fisioterapisti OsteoMov, le tecniche di massaggio specifiche aumentano la gamma di movimento della spalla: ecco allora che un trattamento efficace tramite massaggio dei tessuti molli della spalla garantisce importanti progressi nel processo di scioglimento delle tensioni.

  1. Scongelamento

Durante la terza fase si può iniziare a notare un miglioramento, grazie all’insieme di trattamenti, mobilitazioni, allungamenti ed esercizi specifici prescritti dai nostri fisioterapisti, garantendo un ritorno rapido e efficace al movimento – come evidenziato anche da ricercatori (Jain et el., 2014).

Chirurgia della spalla congelata

Ultimi appunti di questa nostra ampia panoramica sulla spalla congelata. Parliamo di chirurgia.

Nella maggior parte dei casi questo disturbo si risolve completamente in un periodo di 18-24 mesi. Il 60%-80% dei pazienti con spalla congelata risponderà favorevolmente a trattamenti non chirurgici. C’è ovviamente però da considerare l’eventualità di un intervento. Quando?

La chirurgia della spalla può essere presa in considerazione quando il recupero è insufficiente dopo un programma di fisioterapia appropriato – a onor del vero, per la nostra esperienza presso OsteoMov e per la mia esperienza di studio in Italia e Regno Unito, questa evenienza non è così frequente. In ogni caso, quando ciò accade, durante le fasi di “congelamento o scongelamento tardivo” il chirurgo della spalla può prendere in considerazione un rilascio artroscopico in combinazione con una manipolazione dell’area coinvolta, sotto anestesia, aggiunta a una fisioterapia intensiva post-operatoria. Questi trattamenti sono atti a mantenere il range di movimento appena guadagnato, migliorando la rigidità fino all’80% dei casi in media.  L’intervento chirurgico post-rilascio capsulare può vedere la maggior parte dei pazienti tornare al lavoro entro 6-12 settimane (per ulteriori informazioni, cfr. Grant et al., 2013, Castellarin et al., 2004).

Si può prevenire il congelamento della spalla?

D’accordo, dirai, interventi chirurgici, trattamenti fisioterapici, scongelamento, ma resta un fatto: la frittata è fatta! Come prevenire questo problema così fastidioso?

Ebbene, mentre l’insorgenza spontanea della spalla congelata è ancora un fenomeno di origine sconosciuta, è possibile, ad esempio, prevenire il congelamento della spalla causato dal disuso evitando un lungo periodo di inattività della spalla.

Spero di esserti stato d’aiuto anche oggi!

Alla prossima, ciao!

Dedicati alla tua salute 😉

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