Compromissione della statica vertebrale
Per introdurti alla malattia degenerativa del disco, dobbiamo fare un piccolo ripasso di anatomia. Sono molte le cause che possono portarti ad avere quel fastidioso, quanto facilmente risolvibile, mal di schiena!
I dischi intervertebrali sono degli anelli ammortizzanti che si trovano tra le ossa vertebrali della colonna vertebrale. Sono costituiti da due parti principali: il nucleo e l’anulus. Il nucleo, nella parte interna del disco, appare mutevole nella forma. Curioso quanto possa adattarsi ai diversi carichi a cui è sottoposta la colonna vertebrale! Il componente esterno del disco intervertebrale è, invece, l’anulus, costituito da una fitta rete fibrocartilaginea.
Questo strato racchiude il fluido e svolge un ruolo fondamentale: controlla il movimento consentito al nucleo. I dischi intervertebrali servono per consentire il passaggio dei nervi principali dentro e al di fuori del canale spinale. Inoltre, permettono l’attenuazione dei traumi ai segmenti spinali e garantiscono il giusto spazio tra una vertebra e l’altra.
Quando si nasce, i dischi intervertebrali sono composti all’80% di acqua. Con l’avanzare dell’età i dischi si “asciugano”, portando a una minore capacità di mitigare gli urti. Di conseguenza, si verifica un aumento del rischio di piccoli strappi a carico dello strato esterno dell’anulus. Per fortuna, si tratta comunque di un processo naturale e non doloroso.
Fatta questa doverosa premessa, andiamo avanti. Iniziamo a parlare dell’argomento di oggi: le malattie degenerative del disco, ossia un processo regressivo che colpisce i dischi intervertebrali.
Fattori di rischio per la malattia degenerativa del disco
Nonostante la malattia degenerativa del disco sia un normale processo nel corso della vita, ci sono alcuni fattori che potrebbero incidere sull’aggravarsi della patologia. Di seguito te ne elencherò alcuni:
- Eccessivo peso corporeo,
- Predisposizione genetica alla degenerazione discale precoce,
- Lavori manuali pesanti,
- Stile di vita movimentato,
- Condizioni che influenzano la biomeccanica della colonna vertebrale, come l’osteoartrite o la scoliosi
Sintomi della malattia degenerativa del disco
In alcuni casi le malattie degenerative del disco possono causare alcun dolore. In altre situazioni, al contrario, possono essere molto sofferte. Si ritiene che questo dolore derivi dall’infiammazione e/o dalla micro-instabilità che circonda i dischi interessati. Può anche essere originato dallo spasmo muscolare che si verifica nella zona come risposta naturale alla biomeccanica alterata della colonna vertebrale.
I dischi intervertebrali e i nervi spinali sono correlati tra loro: man mano che il disco degenera lo spazio tra le vertebre diminuisce e c’è un rischio maggiore di irritazione dei nervi che entrano dal canale spinale.
I sintomi comuni di malattia degenerativa del disco sono:
- Dolore lombare, che può portare al dolore dei glutei, dei fianchi e delle gambe,
- Malessere aggravato da attività come piegarsi, sollevare, o torcersi,
- Sensazione di alleviamento cambiando posizione, alzandosi, stando in piedi, sdraiandosi o camminando,
- Percezione di intorpidimento lungo le gambe
Bisogna tener conto che i sintomi e la quantità del dolore provato variano da persona a persona. Pertanto, non sono indicativi della quantità di degenerazione o di lesioni.
Diagnosi della malattia degenerativa del disco
La malattia degenerativa del disco o il restringimento dello spazio del disco può essere identificata attraverso risonanza magnetica e radiografie. Ricorda che è assolutamente importante consultare il fisioterapista. Sarà lui a farvi le domande giuste e a eseguire dei test per determinare la fonte del vostro mal di schiena e trattarlo di conseguenza.
Trattamento della malattia degenerativa del disco
Il dolore alla schiena può diminuire con successo per mezzo di una terapia conservativa. Il fisioterapista svilupperà un programma individuale per farvi tornare il più rapidamente possibile alla vostra normale vita quotidiana.
Sappi che il successo nel trattare le malattie degenerative del disco sta nell’alleviare i sintomi e nel gestire al meglio la malattia. Tuttavia, la degenerazione avrà comunque luogo.
Fase I – Sollievo dal dolore e protezione
Si cerca un trattamento per le malattie degenerative del disco per gestire al meglio il dolore. L’infiammazione, ad esempio, è uno dei sintomi da non sottovalutare. È importante ridurla al minimo attraverso l’utilizzo di ghiaccio ed esercizi fisici. Il fisioterapista utilizzerà una serie di strumenti per lenire il dolore e l’infiammazione. Questi includono: elettromedicali come Tecar e Laser, ghiaccio, elettroterapia, tecniche di taping, massaggio dei tessuti molli e uso del tutore per la schiena.
Fase II – Ripristino del Range di Movimento
Quando il dolore e l’infiammazione si stabilizzeranno, il fisioterapista si concentrerà sul ripristino della mobilità delle vostre articolazioni, della normale lunghezza muscolare, del range articolare, della forza muscolare e della resistenza. Lo specialista farà un programma che si focalizzerà sulla zona del torace e sul basso addome. Così facendo, faciliterà i muscoli che controllano e stabilizzano in maniera dinamica la colonna vertebrale.
Fase III – Ripristino della piena funzionalità
La riabilitazione rivolgerà la sua attenzione al ripristino dell’allineamento pelvico e della colonna vertebrale. Ma, non prima che abbiate ottenuto il pieno controllo dinamico della vostra schiena.
Ovviamente, ognuno ha esigenze diverse. Tali necessità variano in base al proprio corpo e ai propri obiettivi: per il tuo vicino può essere magari il giro dell’isolato, per te fare una maratona.
Fase IV – Prevenzione delle recidive
Il mal di schiena ha la tendenza a tornare e, spesso, questo accade perché non si è fatta una riabilitazione sufficiente o comunque consona. Ad esempio, è importante fare gli esercizi per gli addominali, in caso contrario si potrebbe ripresentare il problema. Agli esercizi è consigliato abbinare le visite dal fisioterapista. Il team di OsteoMov valuterà la biomeccanica della colonna vertebrale e del bacino, correggendo eventuali difetti. L’attività fisica generale è una componente importante per prevenire con successo il ripresentarsi del dolore. Un consiglio potrebbe essere quello di praticare Pilates, nuoto, idroterapia o semplicemente fare una bella camminata.
La messa a punto e il mantenimento della stabilità della schiena si otterrà affrontando eventuali deficit e imparando le tecniche di autogestione, dove vi guiderà al meglio il vostro fisioterapista.
Spero di esserti stato utile! Come sempre, ci vediamo al prossimo articolo oppure nel mio studio di fisioterapia a Roma Eur Marconi, ciao!




