Quando il polso è rotto
Ben tornato! Oggi ti parlerò di una delle più comuni lesioni, una di quelle che forse tu, un tuo amico o la tua cuginetta, in infanzia, avete avuto il “privilegio” di conoscere in prima persona: la frattura del polso! Proprio per il suo essere così comune, è importante tu conosca i sintomi di un polso rotto, così che possa rivolgerti a esperti come i nostri presso gli studi OsteoMov e intraprendere una terapia di recupero efficace!
Molto spesso un trauma, a seguito di una caduta o di un movimento brusco e innaturale, può portare alla rottura dell’osso del polso. E però, ed è questo il punto, non è così raro che si creda di aver a che fare con un semplice trauma, trattato con tecniche fai-da-te – fasciature, impacchi di ghiaccio, pomate – che non considerano l’eventualità della frattura, peggiorando soltanto la situazione. Comprendiamo allora insieme natura e sintomi della frattura del polso, di cui qui sotto vedi una rappresentazione radiografica:
Le fratture più comuni al polso includono:
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- Frattura del Radio,
- Frattura dell’Ulna,
- Frattura di Colles (Radio + Ulna),
- Frattura delle ossa carpali, tra cui quella:
- dello Scafoide,
- lunare/Malattia di Kienbock,
- del Trapezio,
- Trapezoidale,
- del Triquetro,
- del Capitato,
- pisiforme
Ora, alla luce e al di là di questo elenco, è importante tu sappia che ogni frattura del polso necessiti di una riabilitazione specifica, in base al tipo di lesione e alla gravità della frattura. Vi sono infatti fratture stabili e instabili. Le fratture instabili richiedono quasi sempre un intervento chirurgico. Le fratture stabili saranno trattate dai nostri fisioterapisti con strumenti quali stecche protettive e supporti artificiali, con costante monitoraggio e sezioni di esercizi atti a garantire recupero di forza e mobilità, in concomitanza con il percorso di guarigione.
Per queste ragioni, è molto importante eseguire solo gli esercizi prescritti dai nostri fisioterapisti, fondati su basi scientifiche e regolati in base ai programmi ad personam strutturati in relazione alle tue esigenze. In genere, dopo 6 settimane circa di gesso, garanzia di guarigione della struttura ossea, si potrà iniziare il percorso di recupero fisico e muscolare.
Ecco una serie di consigli riguardo alla relazione tra pre- e post-rimozione del gesso:
- Per quanto riguarda la stecca e la fasciatura applicate al polso, è fondamentale che tu non le rimuova, senza previe istruzioni del fisioterapista.
- È fondamentale che tu non applichi alcun movimento del polso se non alla luce di consigli e direttive del fisioterapista.
- Non devi guidare per le 6 settimane – in media – di gesso!
- La fisioterapia per il polso inizierà, appunto, una volta che la frattura sarà stabile e il gesso sarà rimosso.
- Una volta rimosso il gesso, è fondamentale non effettuare alcun sollevamento, trazione o spinte brusche o eccessive.
- È importante che tu non pratichi alcuno sport o attività in cui si rischia di cadere sul polso.
- Tra le attività che puoi effettuare con il gesso, puoi scrivere e mangiare con le posate: è poco, lo so, ma ci farai l’abitudine, e ti riuscirà sempre più facilmente! Ricorda: porta pazienza, è per il tuo bene!
- La terapia di recupero inizierà a partire dalla fase in cui dovrai portare il gesso: si comincerà con una serie di movimenti attivi e guidati per prevenire la rigidità, ridurre il gonfiore ed evitare la sindrome del dolore cronico regionale (CRPS).
- I nostri fisioterapisti ti consiglieranno poi prodotti o alimenti a base di vitamina C: la vitamina C infatti riduce la prevalenza di CRPS dopo le fratture del polso. Molto spesso le terapie vitaminiche consistono nell’assunzione di una dose giornaliera di 500 mg per cinquanta giorni (cfr. Aïm et al. 2017),
- Il chirurgo, in caso di necessità d’intervento, controllerà settimanalmente la frattura per assicurarsi che la completa e corretta guarigione. In alcuni casi, inoltre, sarà richiesto l’intervento chirurgico, al fine di stabilizzare la frattura, nel caso in cui non stesse guarendo in modo appropriato.
Trattamenti
È fondamentale, come accennato, prevenire il gonfiore della mano e delle dita dopo la frattura. La chiave della prevenzione è la gestione dell’elevazione sufficiente garantita dal gesso e/o dal tutore, assieme al movimento regolare del dito e della parte superiore del braccio, proteggendo così al contempo la frattura. Ti ho accennato in precedenza della sindrome da dolore cronico regionale: la CRPS è una complicazione molto significativa e dolorosa che può render più complessa la riabilitazione. Ebbene, è fondamentale monitorare che il periodo di recupero non si affianchi alla presenza di dolore nell’area interessata e, ove presente, intervenire preventivamente.
Inoltre, tra le complicazioni nel recupero, troviamo anche il rischio di sviluppo della sindrome del tunnel carpale, di cui ti ho parlato in precedenza, e che può presentarsi attraverso la sensazione di “formicolio” e dolori alla mano. Anche qui è fondamentale monitorare e comunicare la presenza eventuale di questi dolori.
Esercizi fisioterapeutici
Gli esercizi post-frattura sono il passo successivo per il trattamento e la guarigione del problema. I nostri fisioterapisti struttureranno trattamenti specifici per la tua frattura, guidandovi passo passo nel recupero, attraverso esercizi quotidiani, da eseguire più volte al giorno. Pertanto, è molto importante eseguire solo gli esercizi prescritti dal chirurgo ortopedico o fisioterapista, senza dar retta a consigli casalinghi, offerti in buona fede ma rischiosi per il recupero dell’area lesa. Ti consiglio inoltre di indossare sempre il tutore, salvo diversa indicazione del fisioterapista o del chirurgo.
Se hai subito un trauma e sospetti la rottura, verificabile qualora ti sia difficile muovere fluidamente il polso, per via di indolenzimento, rigidità e dolore dell’area, e qualora la stessa sia gonfia e livida, non esitare a rivolgerti a medici presso l’ospedale più vicino e ai nostri fisioterapisti OsteoMov!
Spero di esserti stato d’aiuto anche oggi!




