sindrome del tunnel carpale

Sindrome del tunnel carpale

Sindrome del tunnel carpale e possibili soluzioni

Ben ritrovato! Oggi affronteremo un argomento molto importante, per rilievo medico e per incidenza media sulla popolazione: la sindrome del tunnel carpale. È necessario analizzare con attenzione questo disturbo assai comune, senza prenderlo sotto gamba e dando informazioni precise. Iniziamo!

La sindrome del tunnel carpale deriva da un’eccessiva pressione esercitata sul nervo mediano che attraversa il tunnel carpale del polso. Questa si manifesta attraverso intorpidimento, difficoltà di movimenti e nella capacità di esercitare sforzi con la mano interessata, dolore pulsante e/o percepito attraverso la sensazione d’essere “punti” con aghi. Movimenti ripetitivi, artrite e persino la gravidanza possono causare questa sindrome, in quanto fenomeni in cui può essere causato gonfiore nell’area del polso.

Il tunnel carpale: natura e cause del disturbo

Come sempre, andiamo per gradi, e capiamo anzitutto cos’è il tunnel carpale, e a cosa serva. Il tunnel carpale ha una funzione fondamentale: protegge le strutture vitali come il nervo mediano, i vasi sanguigni e i tendini che passano da e verso la mano. La parte laterale del polso presenta una fascia di legamenti (detta retinacolo dei flessori) che si attaccano alle ossa del carpo (polso) su entrambi i lati, mentre la parte posteriore del tunnel si connette e circonda le ossa del polso.

Ora, i primi sintomi della sindrome del tunnel carpale emergono quando la pressione interna al tunnel, la cui funzione è proteggere e permettere relazione e interazione tra tendini, muscoli e ossa, si fa eccessivamente alta, compromettendo la funzionalità del nervo mediano. L’aumento della pressione può avvenire per due ragioni specifiche:

  • Lo spazio del tunnel diminuisce, ad esempio quando il polso si gonfia a seguito di un trauma (sublussazione delle ossa carpali, frattura o tenosinovite).
  • Gli elementi funzionali del tunnel (nervo mediano, vasi sanguigni e tendini) si espandono.

Inoltre, va evidenziato che può darsi il caso che il nervo mediano sia compromesso nel suo percorso e nella sua funzionalità fuori dall’area del tunnel carpale, presentando i medesimi sintomi della sindrome in questione, ma in altre aree. Tale compressione può verificarsi in qualsiasi area del tragitto del nervo verso o dalla mano – ad esempio può verificarsi nel collo!

Cenni anatomici

Ora, i nervi sani portano con sé un fluido detto assoplasmatico, che “alimenta” il nervo con sostanze nutritive. Normalmente, una pressione di circa 70 mmHg (70 millimetri di mercurio) spinge questo fluido lentamente lungo il nervo. Tuttavia, ed è il caso della sindrome da tunnel carpale, se il nervo viene leggermente schiacciato, il movimento di questo fluido viene interrotto, causando la restrizione del tunnel, là dove il nervo, per così dire, “muore di fame”.

So che questo discorso può risultare eccessivamente tecnico, ma fidati, è fondamentale per comprendere la natura di questi disturbi e garantirti la possibilità d’intervento rivolgendoti a esperti. È fondamentale confermare il sito della compressione del nervo e intervenire prontamente. Ho personalmente conosciuto pazienti nel corso degli anni che:

  • Si sono affidati a rimedi fai-da-te, trovati ad esempio in rete, credendo che il loro disturbo fosse derivato da una lesione o un trauma, e hanno tentato di risolverlo con esercizi stretching che ne hanno solo aggravato la condizione (e spesso perso soldi);
  • Hanno subito interventi chirurgici inutilmente, in quanto preventivamente non è stata individuata l’area del nervo lesa (che può essere esterna al tunnel carpale) – questa condizione è detta “sindrome da doppio schiacciamento”.

Rivolgiti a esperti come i nostri fisioterapisti presso gli studi OsteoMov, che attraverso esami diagnostici manuali e garantiti da supporti tecnologici sapranno individuare il tuo disturbo, prospettando trattamenti fisioterapici strutturati su misura, in base alle tue necessità e alla tua storia. Curare la persona oltre che il disturbo, questo il nostro motto.

Cause di squilibrio

I nostri esperti faranno chiarezza sulla natura del tuo disturbo, individuando eventuali aree compromesse all’infuori dal tunnel carpale. In particolare, si presterà attenzione alle aree C6, C7, C8 e T1 della colonna vertebrale, proprio per individuare la possibilità di una sindrome da doppio schiacciamento (cfr. Kwon et al. 2006).

Si verificherà poi la mobilità dei tuoi nervi (neurodinamica): questi infatti devono garantire un movimento effettivo e libero lungo i percorsi di spina dorsale e dita, per cui qualsiasi interferenza (come quella propria del tunnel carpale) può causare sintomi come tensione o contrazione muscolare (cfr. Tal-Akabi & Rushton, 2000).

Inoltre, verranno considerati anche eventuali squilibri ormonali, che possono causare gonfiore a mani e piedi – tanto che per questo la sindrome da tunnel carpale colpisce spesso donne di mezza età e donne in gravidanza.

Si indagheranno poi ovviamente abitudini specifiche – sempre in linea con la costituzione di un percorso terapeutico strutturato ad personam, come secondo la nostra filosofia OsteoMov. È infatti dimostrato come attività ripetitive che stressano l’area con flessioni costanti e estensioni del polso abbiano alta incidenza nello sviluppo della sindrome da tunnel carpale.

Sintomi e diagnosi

Capiamo a questo punto sintomi e diagnosi del tunnel carpale. Tra i sintomi troviamo:

  • Dolore alla mano o al polso,
  • Formicolio nella parte interna della mano,
  • Intorpidimento notturno e incapacità di flessione del polso,
  • Debolezza o crampi,
  • Gonfiore percepito

I sintomi e il dolore sovente peggiorano di notte, tanto a livello di forza e capacità di presa quanto a livello di elasticità di movimento. In alcuni casi emergerà anche l’atrofia muscolare nell’area del pollice, compromettendo forza, elasticità e capacità di prensione. Se provi questi sintomi non esitare a contattarci, non procrastinare, è per il tuo bene!

Le nostre diagnosi, come detto, provvederanno a configurare trattamenti terapeutici misurati sulla tua condizione, sulle tue abitudini e sulla tua storia clinica. La diagnosi prenderà forma attraverso l’utilizzo di vari test come il test di Phalen, il test di Tinel o il test di flessione del polso/di compressione del nervo mediano, atti a sottoporre a stress il tunnel carpale. Si esamineranno poi le articolazioni del collo e del braccio e la mobilità nervosa (neurodinamica), ad esempio attraverso studi EMG – atti a quantificare se gli impulsi elettrici siano rallentati dalla compressione del tunnel carpale o in altre aree del braccio (Craig & Richardson, 2011).

Trattamento della sindrome del tunnel carpale

Una volta individuato il problema, i nostri fisioterapisti provvederanno a configurare il trattamento su misure per te. Ora elencherò brevemente le modalità e finalità di recupero tramite cui i fisioterapisti OsteoMov cureranno il tuo tunnel carpale!

Riposo & Educazione del paziente

Una cura efficace non può non passare dal riposo dell’area compromessa. Riposarsi dalla causa aggravante è importante. L’educazione e la consapevolezza di quali siano i sintomi e quali posizioni o attività possano causare la sindrome del tunnel carpale è fondamentale (cfr. Sim et al., 2011),

Tutore da notte

Un tutore è utile per eliminare la possibilità di flessione del polso e dunque dolore e infiammazione degli elementi funzionali coinvolti nell’area lesa (Muller et al., 2004),

Esercizi e trattamenti fisioterapici

Un percorso fisioterapico mirato può garantire un recupero completo entro tempi sufficientemente brevi – soprattutto nei casi lievi e non eccessivamente gravi.

La fisioterapia è benefica per la maggior parte delle persone che soffrono di tunnel carpale, soprattutto nei casi da lievi a moderati.

I nostri fisioterapisti, seguendo il metodo OsteoMov, ti accompagneranno nel pieno recupero attraverso una serie di trattamenti specifici, tra cui:

  • Mobilizzazione delle ossa carpali e allungamento dei tendini flessori per distendere il tunnel carpale contratto (cfr. Tal-Akabi & Rushton, 2000),
  • Esercizi di allungamento dei nervi e dei tendini per garantirne il pieno e illimitato movimento (McKeon & Hsieh 2008),
  • Estensività dei muscoli e dei tessuti molli (Moraska, 2008),
  • Esercizi per la colonna vertebrale cervico-toracica, atti a correggere eventuali sindromi da doppio schiacciamento (Kwon et al., 2006),
  • Potenziamento dell’impugnatura della mano e della mobilità e forza del pollice, dell’avambraccio e del braccio (Pinar et al. 2005),
  • Esercizi completi di potenziamento e di resistenza per gli arti superiori, il polso e la mano.
  • Esercizi di postura, motricità e destrezza della mano (Abd-Elkader et al. 2010)

Terapia a ultrasuoni, agopuntura, massaggi e yoga

Da un lato massaggi efficaci migliorano ad esempio la forza di prensione più rapidamente delle stecche al polso (cfr. Moraska 2008), e un trattamento come lo yoga, concentrandosi sulla flessibilità della parte superiore del corpo, offre la stessa efficacia (Garfinkel et al. 1998).

Allo stesso tempo, trattamenti come, la terapia a ultrasuoni, ad esempio, si sono mostrati essere molto efficaci per trattare la sindrome da tunnel carpale (cfr. Huisstede et al., 2010). È stato poi dimostrato che l’agopuntura riduce il dolore derivato dal tunnel carpale (cfr. Sim et al. 2011; Kumnerddee & Kaewtong 2010; Yang et al. 2011).

Troviamo poi trattamenti garantiti da strumenti come la TECARTERAPIA  in grado di alleviare il dolore associato alla sindrome del tunnel carpale.

Valutazione ergonomica

Ovviamente, là dove questo problema fosse stato aggravato da abitudini e movimenti sbagliati, ad esempio richiesti dalla propria attività professionale, i nostri fisioterapisti vi assisteranno consigliandovi strategie per non ripetere gli stessi errori (Larson & Ellexson, 2000).

Chirurgia del tunnel carpale

A volte è richiesto un intervento chirurgico per eliminare definitivamente il problema del tunnel carpale. Come già ti ho detto in precedenza, è anzitutto necessaria una diagnosi corretta e, di base, come suggerito dall’American Academy of Orthopaedic Surgeons (AAOS), è preferibile tentare inizialmente un trattamento non invasivo (Keith et al. 2009). Difatti, la risoluzione della sindrome del tunnel carpale dopo l’intervento chirurgico è spesso temporanea o incompleta se i sintomi hanno origine altrove. Come regola generale, la chirurgia carpale avviene normalmente dopo 6-12 mesi di trattamento conservativo come fisioterapia e tutore per il polso – conformemente alla gravità della situazione.

Prognosi della sindrome del tunnel carpale

Rivolgendoti ai nostri esperti, in caso di sindrome non grave, potrai ottenere risultati effettivi già dai primi 3 mesi di trattamento. I casi più gravi, soprattutto quelli con atrofia del muscolo, hanno più probabilità di richiedere il rilascio chirurgico del tunnel carpale (Shi & MacDermid, 2011). Infine, in caso di disturbo cronico accompagnato da fibrosi neurale, possono svilupparsi danni permanenti ai nervi, nonostante trattamenti fisioterapeutici e chirurgici (Boscheinen-Morrin & Conolly, 2001).

Se soffri dei sintomi che abbiamo elencato, non esitare nel rivolgerti ai nostri esperti OsteoMov in via Oderisi da Gubbio, a Roma in zona Eur/Marconi.

Spero di esserti stato d’aiuto anche oggi!

Alla prossima, ciao!

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