Piedi piatti

Piedi piatti: come riconoscerli e curarli

Cosa sono i piedi piatti?

Immagino che se sei in procinto di leggere questo articolo, la ricerca che hai fatto su internet riguardo ai “piedi piatti” non era volta a un approfondimento sul personaggio del poliziotto in una fiction americana anni ‘80. Credo, anzi, che tu sia qui per avere maggiori informazioni su una patologia che ha colpito te o un tuo caro. Si tratta di una fastidiosa deformazione dell’arco plantare, che provoca dolore e impedisce fluidità di movimento. Non ce ne vogliano allora i “piedipiatti” di un qualsiasi telefilm poliziesco ambientato a Miami! Iniziamo così a parlare della patologia in questione: piedi piatti o pes planus!

Il pes planus

Come ti accennavo, il pes planus è una deformità posturale derivata dal collasso o dall’appiattimento dell’arco longitudinale mediale. In genere, è anche definita iperpronazione. L’immagine qui sotto ti aiuterà a capire meglio di cosa stiamo parlando:

Il pes planus fa sì che la regione mediana del piede, solitamente inarcata verso l’alto così da saper gestire il peso in maniera ottimale e garantire una mobilità efficace al tipo di movimento richiesto, vada schiacciandosi verso il suolo. Nei casi peggiori, toccandolo totalmente. È necessario allora, come sempre facciamo nei nostri approfondimenti, capire le cause di questo disturbo così da comprenderlo, prevenirlo e/o curarlo.

Andiamo per gradi:

Cosa causa i piedi piatti?

Il pes planus non deriva da un’unica causa scatenante. Questa condizione, infatti, può essere sia congenita (e presente sin dalla nascita) che acquisita. Nel secondo caso, per via di cattive abitudini posturali o d’esercizio, derivate da ulteriori cause strutturali che vedremo a breve.

Nel caso dei piedi piatti congeniti, il piede nasce con una predisposizione della regione del mesopiede (la parte centrale dell’arco plantare) flessibile che, di conseguenza, va schiacciandosi sotto il peso del corpo.

I piedi piatti acquisiti invece sono il prodotto di una perdita di supporto delle aree addette alla stabilizzazione del piede e della caviglia (stabilizzatori attivi). Oppure potrebbe essere per via dell’ipermobilità delle articolazioni o lassità dei legamenti (stabilizzatori passivi), in relazione alla gestione del peso del corpo.

In generale, è importante sapere che l’emergere dei piedi piatti deriva dall’insufficienza muscolare della caviglia e degli stabilizzatori dell’arco plantare nella gestione del peso del corpo in relazione ai movimenti, schiacciando l’arco plantare verso il basso, a soccombere sotto il peso del corpo. Ora, purtroppo la condizione del piede piatto ha un suo sviluppo e una sua progressione patologica. Cerchiamo di comprendere allora gli ulteriori effetti collaterali che può portare con sé il pes planus.

Sviluppo e progressione dei piedi piatti

I piedi piatti peggiorano con l’aumentare dell’aggravio del peso del corpo. Sfociano poi in due ulteriori condizioni, molto comuni per chi soffre di pes planus: deformità del piede e lesioni da stress osseo.

Da un lato, la deformazione deriva dallo schiacciamento plantare di cui abbiamo parlato. Dall’altro, le lesioni da stress osseo derivano dall’alterazione della distribuzione del peso sulla gamba intera, causando a un’estremità pressioni agli stinchi o a altre aree superiori della gamba, all’altra estremità calli alle aree del piede maggiormente sottoposte a pressione, come l’alluce.

A questo punto, ti starai però chiedendo cosa causi effettivamente i piedi piatti.

Quali condizioni possono causare i piedi piatti?

A seguito di eccessivo stress richiesto all’area interessata o per via deficit congeniti l’area plantare va schiacciandosi. Vi sono però alcune zone sensibili che, se compromesse, causeranno quasi certamente i piedi piatti.

  • Anzitutto, troviamo i problemi legati al muscolo tibiale posteriore. La parte posteriore della tibia infatti si occupa della stabilizzazione dell’arco bilanciando lo scarico del peso: nel caso si debolezza o eccessivo stress muscolare possono verificarsi tendinopatie, lesioni muscolari e, in correlazione, il pes planus.
  • In seconda battuta, il pes planus può emergere per via di una patologia nota come fasciopatia plantare. Ovverosia a causa dei cattivi movimento dell’arco plantare la fascia plantare viene caricata eccessivamente con il peso del corpo.
  • Tra le cause associate e scatenanti il pes planus troviamo poi la tendinopatia di Achille, sindrome di cui già ti avevo parlato in precedenza. Questa tendinite determina la compromissione dei movimenti del piede e, di conseguenza, della gestione del peso in relazione al movimento.
  • Un altro disturbo connesso ai piedi piatti è la sindrome del dolore rotuleo-femorale. In questo caso, è la rotula a essere compromessa, per via della cattiva postura assunta. La conseguenza, pertanto, sarà lo schiacciamento dell’arco plantare.
  • Inoltre, possiamo trovare tutto quell’insieme di movimenti anomali correlanti caviglia, ginocchio e anca che determinano cambiamenti nella rotazione della tibia e del femore, compromettendone capacità dinamica e andando a ledere le articolazioni. La persona sarà perciò più predisposta a infortuni e il peso che il piede deve sopportare sarà più consistente.

Come vengono diagnosticati i piedi piatti?

So che sarai a questo punto preoccupato per l’eterogeneità delle cause e delle lesioni associabili al piede piatto. Come cerco di ricordarti ogni volta però, sapere è potere. Infatti, conoscere sintomatologia, decorso, cause scatenanti, metodi preventivi e parallelamente rivolgersi a uno specialista – come qui a OsteoMov – garantirà possibilità di recupero mediante trattamenti mirati. Tra la prevenzione e la cura troviamo l’altro importante step da comprendere: la diagnosi. Capiamo come viene diagnosticato un pes planus!

Per la diagnosi del piede piatto si ricorre spesso all’indice di postura del piede. Parliamo di uno strumento di osservazione che, mediante 6 parametri specifici, analizza la postura del piede da 3 diverse angolazioni. Questo strumento valutativo è molto spesso utilizzato in fisioterapia per valutare lo stato corrente del piede di un paziente con problemi. Ovviamente l’indice di postura del piede è utile solo se accompagnato da diagnosi mirate e specifiche, che tengano conto della situazione corrente, delle specificità biografiche e anagrafiche del paziente. Sovente mi è capitato, nella mia esperienza personale, di assistere a trattamenti fisioterapeutici approssimativi, non strutturati su esigenze ad hoc, anzi regolate su terapie generiche e caratterizzate dall’utilizzo, spesso non necessario, di prodotti farmaceutici. Presso OsteoMov la diagnosi prende forma considerando lo stato complessivo del paziente, la sua età, le ragioni dell’infortunio e il processo terapeutico migliore. In questo modo, rispettiamo non soltanto l’entità del danno, ma anche i bisogni personali, portando così al centro il fattore psicologico e relazionale della terapia.

Nel caso di un piede piatto, ad esempio, io assieme ai miei colleghi provvederemo a comprendere l’entità del danno. Ti esamineremo mentre sei impegnato in tutta quella serie di attività in cui, a causa dei movimenti e sforzi richiesti, emerge maggiormente la problematica in questione. Inoltre, determineremo diagnosi e trattamento calcolando la relazione tra gli elementi funzionali della forza, resistenza, agilità, propriocezione, controllo dinamico del corpo e le varie parti del corpo coinvolte: piede, caviglia, fianchi.

Trattamento 

Ecco che è necessario strutturare la terapia tenendo in considerazione i fattori eziologici coinvolti nel processo di recupero. Poniamo però al centro anche le esigenze e caratteristiche biografiche e anagrafiche. Ammetto che, purtroppo, spesso il fattore umano è deficitario nei trattamenti di recupero, e troppo spesso si tenda a curare la malattia e non il paziente. Nel mio studio l’intenzione è cercare di unire fattore umano e fattore medico, così da garantire da un lato lo sviluppo di un legame fiduciario tra dottore e paziente, dall’altro un percorso riabilitativo strutturato ad hoc sulle esigenze individuali.

Fisioterapia per  i piedi piatti

Comprendiamo alcuni tipi di intervento fisioterapeutico che potrebbero essere necessari per un trattamento da piedi piatti, includendo aree coinvolte e funzione del trattamento:

  • A livello strutturale, il trattamento di recupero per i piedi piatti consiste principalmente nell’intervenire sulla relazione tra piede e caviglia. Questo per permettere la correzione della deformità del piede piatto e la ridistribuzione e resistenza del piede rispetto al peso e ai movimenti.
  • Ulteriore obiettivo è il ripristino della capacità di controllo del muscolo del piede e dell’arco plantare. Infatti i muscoli del piede, a causa dell’appiattimento e della forza del peso che non sanno più bilanciare, vanno indebolendosi e perdendo di resistenza, ostacolando il processo di stabilizzazione della base del piede. Una serie di esercizi di stabilizzazione permetteranno la riacquisizione della forza e della resistenza, definite sulla base della tua forma fisica e delle tue esigenze.
  • Altro intervento fondamentale è quello volto al recupero dei muscoli di gambe e polpacci. Entrambi sono compromessi per via dei cattivi movimenti che il piede determina, deformato dall’iperpronazione. Elementi come il polpaccio, la coscia e l’anca giocano un ruolo fondamentale nella gestione della posizione della caviglia e nel carico e scarico del peso dall’arco plantare.
  • I trattamenti fisioterapeutici strutturati in relazione alla patologia del piede piatto sono inoltre volti a migliorare posture e competenze motorie. Ciò nel caso in cui, ad esempio, i piedi piatti fossero il prodotto di uno sport che ha imposto stress eccessivo all’area coinvolta, accoppiato a cattive posture. A tal proposito, sarà necessario anche esaminare le calzature indossate per specifiche attività che hanno prodotto (o contribuito a) i piedi piatti così da sostituirle e permetterti di tornare al meglio alle tue attività quotidiane.

Come sempre, spero di averti dato le giuste dritte anche oggi! Ci vediamo al prossimo articolo oppure nel mio studio di fisioterapia a Roma Eur Marconi, ciao!

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