Come sfiammare il gomito del tennista
Ciao, e ben ritrovato! Oggi parliamo di un disturbo dal nome eloquente: il gomito del tennista! Te lo dico con
anticipo: che tu sia un neofita, un appassionato o un professionista, poco importa! Il tipo di lesione che definisce questa patologia, il cui nome ci fa facilmente comprendere come derivi dal fatto che molti tennisti ne siano affetti, può (purtroppo) colpire tutti, indipendentemente dal proprio physique du role da sportive doc o meno!
L’epicondilite, conosciuta anche con il nome di gomito del tennista, è una lesione ai muscoli che permettono l’estensione e il movimento del polso e delle dita. Nello specifico, in questo disturbo viene leso l’epicondilo laterale, un piccolo bozzetto collocato sulla parte esterna del gomito dove i muscoli in questione si attaccano.
Quali sono i sintomi dell’epicondilite?
Immagina di tenere in mano una racchetta e dover fare tutto quell’insieme di movimenti tipici del tennis: ecco, se soffri di gomito del tennista, prendere al volo la palla, effettuare un dritto o un rovescio ti sarà impossibile!
Chi soffre di gomito del tennista infatti prova dolore quando esegue attività di presa o estensione/raccoglimento di polso e dita. Di più, alcuni pazienti visitati (sia qui in Italia che nel Regno Unito, durante il periodo della mia specializzazione) lamentano anche rigidità del collo e infiammazione dei nervi.
Questi sintomi, se reiterati per più di 6 settimane, sono considerati propri di un disturbo subacuto e, se oltre i 3 mesi, propri di un disturbo cronico.
Cosa causa l’epicondilite?
L’epicondilite prende forma a causa di un danneggiamento del tessuto muscolare nel punto in cui questo si ancora all’ossa del braccio, nell’area del gomito. Sforzo e stress eccessivi applicati a quest’area possono causare lo sviluppo di questa patologia. Ci sono varie cause e vari movimenti correlati che sfociano nel gomito del tennista:
- Attività prolungate o stressanti per aree disabituate a movimenti del genere (come ad esempio nel caso in cui si dovesse martellare per ore e ore su di un muro),
- Stress eccessivo nella presa, che implica un’esagerata tensione applicata al tendine (immagina se dovessi tenere i pugni chiusi al massimo sforzo per un periodo duraturo),
- Sforzi non controbilanciati dalle aree coinvolti, non sufficientemente forti,
- Un movimento sbagliato (un rovescio compiuto in modo inadeguato, che implica uno “strappo” nell’area coinvolta)
Dolore cronico
Qui cui la ragione della patologia è imputabile alla salute deficitaria dei tessuti molli: all’infiammazione segue la lesione, che comporta gonfiore e dolore nell’area del gomito.
In ogni caso, la causa comune soggiacente a tutti questi movimenti risiede nella trasformazione degenerativa dei tessuti muscolari che si inseriscono nell’epicondilo, e non a una semplice infiammazione momentanea! Ciò significa che un movimento inadeguato può solo amplificare questa condizione, la cui ragione è imputabile a questa degenerazione strutturale.
A testimonianza di ciò, è utile sottolineare come test effettuati su soggetti affetti da questo disturbo cronicamente abbiano evidenziato che non è presente un eccessivo aumento delle sostanze chimiche associate a livello neurofisiologico all’infiammazione, ma è al contrario presente un aumento dei rilasci chimici deputati alla percezione del dolore e alla trasmissione nervosa dello stesso. A ciò si accompagna un mutamento dell’afflusso di sangue e della coordinazione sensorimotoria nelle aree del polso e della mano, oltre alla degenerazione del tessuto tendineo correlato. Infine, squilibri muscolari nell’avambraccio possono distorcere, a lungo andare, la posizione dell’articolazione del gomito e causare i dolori tipici del gomito del tennista cronico. Ciò compromette, ovviamente, la capacità di movimento e la forza dell’area coinvolta.
Il metodo OsteoMov
Alla luce di queste molte e, lo so, pesanti informazioni, ti chiederai: come si può diagnosticare questa sindrome, senza confondere questi sintomi per altre patologie? Per prima cosa ti dico: affidati soltanto a esperti come quelli che lavorano presso i nostri studi OsteoMov! I nostri fisioterapisti struttureranno per te un programma di recupero strutturato a partire dalle tue necessità e dalla tua storia clinica, attraverso un trattamento non fondato su un numero preimpostato di sedute ma che durerà fino a completa guarigione. Non affidarti a presunti professionisti o contenuti non verificati della rete, potrebbero provocare solo ulteriori danni, a livello di salute e economico.
Chi soffre di epicondilite?
Come ti ho detto all’inizio dell’articolo, non è necessario tu sia Rafa Nadal per soffrire di gomito del tennista! Statisticamente, il 15% di persone che lavorano con attività manuali ripetitive (oltre al 40% dei tennisti!) soffre di questa patologia. L’età media è tra i 35 e i 50 anni, e colpisce solitamente il braccio dominante (destro per i destri, sinistro per i mancini).
Diagnosi dell’epicondilite
Mettiamo il caso che tu soffra di un dolore forte al gomito e di una incapacità di movimenti e compromissione della forza dell’area interessata. Ti rivolgi a uno dei nostri fisioterapisti facendo presente la tua problematica. Che succede ora? Semplice. Una serie di test diagnostici, di controlli manuali e di informazioni utili a definire l’anamnesi dell’infortunio, si potranno accompagnare a ecografie o risonanze magnetiche per identificare la diagnosi in modo esatto.
C’è di più. Stranamente, potrai avvertire un forte dolore al collo ad accompagnare quello del braccio: soltanto fisioterapisti competenti saranno in grado di comprendere la correlazione tra gomito e collo nella diagnosi del gomito del tennista, che spesso si affianca a una lesione alla colonna vertebrale cervicale. L’articolazione C5/C6, infatti, trasmette i segnali nervosi (e dunque anche di dolore) lungo il nervo radiale. Molto spesso queste due patologie si affiancano e sono correlate, ma vanno trattate attraverso terapie differenti. Ecco perché è fondamentale tu ti riferisca a esperti competenti.
Trattamento dell’epicondilite
Trattamenti fisioterapici mirati possono curare nel breve e nel lungo termine l’epicondilite. I nostri percorsi di recupero sono fondati sulla configurazione di specifici obiettivi, che verranno verificati attraverso feedback periodici e che saranno parallelamente raggiunti attraverso esercizi specifici:
- Riduzione del dolore al gomito,
- Facilitazione della riparazione dei tessuti,
- Ripristino del normale range di movimento e della funzione dell’articolazione,
- Ripristino della usuale lunghezza muscolare, della forza e dei pattern di movimento,
- Normalizzazione della neurodinamica degli arti superiori,
- Regolarizzazione della funzione delle articolazioni cervicali
Il trattamento di fisioterapia può comprendere la mobilizzazione delicata delle articolazioni del collo e del gomito, l’elettroterapia, la tecarterapia, la laserterapia, il taping del gomito, gli stiramenti muscolari, le mobilizzazioni neurali, il massaggio e il rafforzamento dell’area coinvolta. In alcuni casi, potrà essere necessario anche un tutore, molto utile per non stressare troppo l’area da danni ulteriori e/o ferite.
Tuttavia, va sottolineato, il tutore per il gomito del tennista non funziona nel 100% dei casi. Se il tutore, così come alter terapie, non dovessero funzionare nel breve, probabilmente ciò potrebbe significare un’implicazione dell’area vertebrale. Risulterà allora necessario provvedere a esami approfonditi delle strutture nervose del collo, delle spalle, dei gomiti e degli arti superiori, indicando le opzioni di trattamento più rapide e efficaci per aiutarti.
Qual è la prognosi per l’epicondilite?
Questa patologia ha una durata media che va dai 6 mesi sino ai 2 anni, nei casi peggiori, e può presentare recidive. Ecco perché è fondamentale seguire un trattamento mirato e specifico, commisurato in base alle vostre abitudini, necessità e caratteristiche – esattamente come facciamo presso i nostri studi OsteoMov! Un errore comune, spesso reiterato da soggetti non sufficientemente preparati a livello fisioterapico, è quello di trattare il gomito del tennista attraverso iniezioni di steroidi o soluzioni fai-da-te (spesso promosse anche sulla rete). Errore madornale, che può portare a conseguenze e ripercussioni gravi. Ricorda: la medicina ha mostrato come siano specifici trattamenti fisioterapici a garantire il miglior recupero per questa patologia!
Mediamente un trattamento fisioterapico di 6 settimane, composto da 8 sedute di trattamento, garantisce miglioramenti evidenti già dalla 3° settimana. Si riscontra un recupero totale alla fine dello stesso superiore al 60%, e di più del 90% oltre 12 mesi. Al contrario, terapie alternative, anche certificate scientificamente, come le iniezioni di cortisone, mediamente apportano miglioramenti effettivi dopo i 3-6 settimane. In questi casi, abbiamo l’80% di riduzione dei sintomi, ma implicano spesso il ritorno del dolore dopo circa 6 settimane. Per questo motivo, i trattamenti unicamente a base di cortisone implicano una guarigione ritardata non avulsa dal ritorno del dolore.
Insomma: il trattamento fisioterapico è ciò che fa al caso tuo se soffri di gomito del tennista! Rivolgiti ai nostri specialisti presso gli studi OsteoMov di Roma Eur Marconi!
Spero di esserti stato d’aiuto anche oggi!
Alla prossima, ciao!




