Rimedi fisioterapici per il Gomito del Tennista
Ciao! Ricordi quando abbiamo parlato di gomito del tennista? Ebbene, oggi affronteremo un’altra patologia affine, che prende il proprio nome, ancora, dal mondo dello sport: l’epitrocleite o anche conosciuta come il gomito del golfista! Stesso discorso dell’altra volta: no, non devi essere per forza Tiger Woods per soffrirne! Infatti, la reiterazione di operazioni manuali o lo sforzo eccessivo possono comportarne lo sviluppo: può verificarsi a qualsiasi età, anche se colpisce in media tra i 35 e i 50 anni, prevalentemente colpendo il braccio dominante.
Dunque: l’epitrocleite è una patologia consistente in una lesione ai muscoli che garantiscono la flessione di polso e dita – aree coinvolte nel tipico movimento messo in atto per colpire la palla da golf con la mazza. Il sito di lesione è l’epicondilo mediale, una sorta di piccolo bernoccolo interno al gomito, dove i muscoli interessati si attaccano.
Come sempre, il percorso che effettueremo consisterà nel comprendere sintomi, cause e terapie di guarigione per questa patologia.
Sintomi del Gomito del Golfista
Immaginiamo il momento in cui un golfista si appresta a colpire la pallina con la sua mazza: posizione perpendicolare alla pallina poggiata su beccuccio inchiodato sul prato verde, gambe leggermente divaricate, schiena dritta e petto in fuori. Movimento oscillatorio a pendolo, con le mani strette alla mazza. Polsi e dita sono tese e esercitano una pressione necessaria a non compromettere l’elasticità richiesta dal movimento. Ecco, in questo esempio ritroviamo coinvolte tutte le aree che, se lese, caratterizzano la sindrome da gomito del golfista.
Generalmente in questo disturbo si prova dolore nelle dinamiche di presa o flessione di polso e dita. La tensione muscolare da presa genera fitte e dolori pulsanti, compromettendo la fluidità di movimenti. Per esperienza personale posso dirti che molti dei miei pazienti, accanto al dolore al gomito, lamentano anche rigidità e dolore al collo, e presentano anche l’irritazione del nervo mediano.
Cosa causa l’epitrocleite?
Come detto in precedenza, il gomito del golfista è causato dal danneggiamento del tessuto muscolare connesso all’osso del braccio in corrispondenza del gomito, che garantisce capacità di prensione e sforzo. Si verifica quando viene applicata una forza eccessiva all’area interessata, più di quanto i normali tessuti sani possano gestire.
Come nel caso del gomito del tennista, anche nel gomito del golfista il danneggiamento può essere cronico e derivare dall’erosione dei tessuti molli. Sfocia prima in un’infiammazione e poi in una lesione, causando gonfiore e dolore. Tale degenerazione dei tessuti dell’epicondilo mediale non è dunque imputabile a un’infiammazione soltanto: questa prende le mosse e viene alimentata a partire dalla lesione degenerativa!
Come accennato in precedenza, al dolore al gomito si affianca spesso un dolore al collo: ebbene, questo può derivare da una lesione della colonna vertebrale cervicale, nell’articolazione C6/C7, addetta a trasmettere segnali di dolore lungo il nervo mediano, implicando la riduzione della mobilità neurale e causando sintomi affini a quelli del gomito del golfista. Ecco perché è fondamentale valutare la neurodinamica del collo e degli arti superiori, intervenendo per confermare e risolvere le disfunzioni che, altrimenti, comportano il peggioramento della condizione.
Diagnosi del Gomito del Golfista
Ricordo chiaramente un paziente che avevo visitato durante la mia specializzazione nel Regno Unito. Costui lamentava dolori al gomito non appena esercitava pressione e sforzo. Per di più, soffriva di dolori al collo. Seguendo consigli e trattamenti fai-da-te trovati in rete, aveva iniziato da circa 15 giorni a effettuare sessioni di stretching, volti a distendere l’area interessata, sottoponendo poi i muscoli a sforzi progressivamente sempre più intensi. L’idea di questo paziente, che chiameremo Edward, era che facendo distendere i muscoli ogni giorno per poi farli sforzare sempre di più, il problema sarebbe guarito. Era uno stiramento, così credeva Edward, a causare il problema, motivato anche dai consigli del web. Morale della favola: Edward aveva acuito l’infiammazione connessa al gomito del tennista, di cui soffriva.
Questo piccolo aneddoto spero possa esserti utile per ricordarti di far riferimento solo a esperti qualificati, perché i trattamenti fai-da-te spesso portano spesso a perdite a livello economico e di salute! Fai riferimento a professionisti come quelli dei nostri studi OsteoMov. Qui struttureremo trattamenti di recupero su misura per te, in base alla tua condizione, all’entità del danno e alle tue abitudini e necessità! Ci prenderemo cura del tuo problema attraverso una diagnosi puntuale, effettuata attraverso esami clinici e utilizzando strumenti come ecografie o risonanze magnetiche.
Trattamento dell’epitrocleite
I nostri fisioterapisti struttureranno trattamenti ad hoc per le tue esigenze specifiche, mirati a raggiungere una serie di obiettivi cruciali per il pieno recupero della sindrome da gomito del golfista.
- Riduzione del dolore al gomito,
- Facilitazione della riparazione dei tessuti,
- Ripristino di un normale range di movimento e di funzione dell’articolazione,
- Riattivazione della normale lunghezza muscolare, della forza e dei pattern di movimento,
- Normalizzazione della neurodinamica degli arti superiori,
- Regolarizzazione della funzione delle articolazioni della cervicale
Per raggiungere questi obiettivi, i trattamenti fisioterapici prenderanno forma attraverso esercizi, stretching, massaggi, mobilizzazioni articolari atte alla distensione delle aree interessate, e poi tecniche quali l’elettroterapia, la tecarterapia, la laserterapia, la fasciatura protettiva, gli stiramenti muscolari, le mobilizzazioni neurali, il massaggio e il rafforzamento delle aree stesse.
In alcuni casi può essere necessaria l’applicazione di un tutore che, come nel caso del gomito del tennista, ripara l’area da stress e urti e garantisce la giusta protezione per garantire la rimarginazione delle aree lese. Tuttavia i tutori non funzionano sempre e nel 100% dei casi. Ecco perché alla base risiede sempre un programma fisioterapeutico strutturato entro specifiche tappe. Ricorda: non trattare questo disturbo può comportare che questo si prolunghi dai 6 mesi ai 2 anni, cadendo in recidive. Ecco perché è fondamentale affidarsi soltanto a professionisti, come quelli dei nostri studi OsteoMov di Roma!
Spero di esserti stato d’aiuto anche oggi!
Alla prossima, ciao!




