trattamento fisioterapia efficace

Perché la Fisioterapia è efficace

L’efficacia di un trattamento dipende anche e soprattutto da te!

Ti sei mai chiesto perché spesso lo stesso trattamento di Fisioterapia su alcuni funziona e sul altri no? Magari è successo anche a te di sottoporti allo stesso trattamento con lo stesso fisioterapista ma il risultato ottenuto è stato diverso! Perché accade? Quali sono i reali motivi per i quali un trattamento di fisioterapia è efficace? Quando avrai finito di leggere questo articolo saprai che i fattori che intervengono nel processo di guarigione sono molteplici, e che quello in cui credi influenza la tua realtà molto più di quanto pensi!

Non c’è niente di meglio di un trattamento fisioterapico: dopo un massaggio, una manipolazione, un’applicazione di kinesio-taping, o dopo esercizi di stretching ci sentiamo immediatamente meglio!

Il potere della mente nel rendere un trattamento di fisioterapia efficace

Ma è davvero così? Intendiamoci, non voglio tirare acqua contro il mio mulino, né mettere in discussione le certezze delle tecniche di fisioterapia. Voglio piuttosto soltanto farti riflettere su un fatto quantomeno sorprendente, a mo’ di provocazione. Il motivo della mia domanda è il seguente: anche se un trattamento causa immediato sollievo e attiva un processo di guarigione, in realtà da un punto di vista strettamente medico, qualsiasi tipo di terapia necessita di un tempo maggiore per propagare la sua efficacia e attivare una reale percezione di guarigione. Dunque, quando usciamo da una seduta di fisioterapia  la nostra percezione di sollievo è soltanto una sorta di “allucinazione controllata”, un effetto placeboPuò suonarti strano ma in buona parte è proprio così!

Cosa troviamo in letteratura scientifica

A supporto di questa affermazione ti riporto due esempi. Un esperimento effettuato su pazienti soggetti a un percorso riabilitativo di agopuntura ha dimostrato che, nonostante gli aghi fossero posizionati in punti non collegati in alcun modo all’area del dolore, i pazienti a fine seduta riportavano comunque di provare sollievo!

Addirittura, caso ancora più desueto, alcuni “falsi” interventi chirurgici (il paziente era stato sottoposto ad anestesia totale ma non operato) hanno ottenuto, basandosi sui resoconti dei pazienti, la medesima percezione di benessere ottenuta a seguito di interventi reali!

Ciò che crediamo diventa la nostra realtà

Cosa ci suggeriscono questi risultati? Che molto spesso i nostri processi di auto-narrazione, di auto-confabulazione e auto-suggestione, le nostre convinzioni e credenze ci spingono a vedere quello che vogliamo vedere nelle esperienze che viviamo. Noi “investiamo” di valore positivo (o negativo) eventi che di per sé avrebbero, entro un differente paradigma (ad esempio quello scientifico), un altro valore. Proviamo piacere per via dell’idea che il trattamento ci farà sentire meglio, là dove per la scienza affinché il trattamento possa scaturire in reali miglioramenti è necessario passi più tempo!

Ciò non significa, ovviamente, che i trattamenti medici non siano efficaci di per sé e che tutto dipenda dalla nostra “interpretazione”, né che il solo effetto placebo sia sufficiente. Piuttosto, servono a farci riflettere sul fatto che l’approccio, la convinzione di medico e paziente, così come la loro la relazione interpersonale con i sentimenti di agio e fiducia reciproca associati, contribuiscano attivamente nel processo di guarigione, agendo a livello psicologico e fisico allo stesso tempo!

Un trattamento fisioterapeutico che non si concentri anche su questi fattori, che ignori in breve un approccio olistico al problema, rischierà di essere inevitabilmente riduttivo. Non basta curare l’area interessata per guarire, è necessario anzi considerare gli altri elementi coinvolti, dal sistema nervoso al sistema immunitario, dal sistema autonomo al sistema delle credenze del paziente, curando perciò il legame interpersonale! Questi sistemi sono interconnessi e interdipendenti e un trattamento fisioterapico per essere davvero efficace li deve considerare tutti. La percezione del paziente e la sua convinzione di essere in un percorso di guarigione e miglioramento sono i fattori che determinano i reali miglioramenti!

Il potere dello “scrocchio”!

Effettuare manipolazioni sulla colonna vertebrale, durante un trattamento di fisioterapia, comporta ad esempio che il paziente si senta immediatamente “rinato”. Questo perché si agisce riallineando le vertebre, portando il corpo e le sue componenti in asse. Questo senso di miglioramento è però dato non soltanto dall’azione sulle vertebre. In un approccio olistico, vengono inclusi anche il sistema di credenze e quello motivazionale propri della relazione interpersonale, e il sistema nervoso centrale, che monitora e aggiusta la tensione muscolare, gli schemi di movimento, la percezione e la sensitività al dolore in risposta agli input sensoriali ricevuti. Insomma, una seduta fisioterapeutica positiva è un investimento e un percorso di miglioramento che agisce a più livelli!

3 ragioni per le quali un trattamento di fisioterapia è efficace!

Certo, per molti sarà importante il risultato, non la sua spiegazione. Che si tratti di un massaggio, di una seduta di postulare o un manipolazione vertebrale, alla fine l’importante è sentirsi meglio. Tuttavia, a prescindere dall’idea di una tecnica “unica e perfetta”, voglio qui di seguito illustrarti 3 ragioni fondamentali sul perché i pazienti riportano un senso di benessere dopo i trattamenti!

  1. Se sei a conoscenza di come qualcosa lavora, allora puoi migliorarlo!

Partiamo dalle basi: conoscere è la condizione di partenza per migliorare. Se sai quale sia e dove si trovi il tuo obiettivo, mirare e scoccare la freccia ti sarà più facile!

In questo caso, sulla base di quanto detto fino ad ora, per conoscenza non dovremo soltanto considerare le articolazioni, i tendini e i muscoli coinvolti nel percorso di guarigione del caso ma prendere anche in considerazione la componente emotiva e le credenze del paziente. Pensare che, ad esempio, l’aumento della mobilità si ottenga soltanto rompendo aderenze fasciali o allungando i tessuti non considera una parte importante del lavoro, ossia le dinamiche psicologiche e interpersonali che caratterizzano sia il paziente che il medico.

Morale della favola: la conoscenza non si limita a quella “oggettiva” e scientifica, o meglio, all’interno di essa è necessario includere anche lo stato psicologico del paziente e quello relazionale della diade!

  1. Conseguenze spiacevoli!

Per dimostrare ancora quanto la dimensione psicologica abbia un rilievo fondamentale, proviamo a immaginare una situazione possibile.

Un paziente soffre di dolore al collo, e si rivolge a un fisioterapista per risolvere il problema. Il terapista cura il problema “scrocchiando” il collo del paziente e riferisce che la causa era un “disallineamento” delle vertebre. Il paziente sta meglio, guarisce, il problema viene risolto. Il paziente formula perciò la seguente associazione:

  1. Mal di collo – problema vertebrale;
  2. Problema vertebrale – scrocchio;
  3. Scrocchio – benessere.

In breve, si crea una credenza su un rapporto causale effettivo che lega il suo mal di collo al disallineamento vertebrale, guaribile scrocchiando il suo stesso collo.

Dopo 3 mesi però, il paziente sente ancora dolore al collo. Ciò di cui non è al corrente, tuttavia, è che questo è causato da una causa completamente diversa, lo stress. Il nostro paziente però, sulla base delle esperienze precedenti, crederà che il suo collo sia storto e da scrocchiare ancora. Si rivolgerà perciò ancora a un fisioterapista (probabilmente lo stesso). Le sedute tuttavia, poiché la causa del dolore è diversa, non miglioreranno la situazione, e insedieranno nel paziente la convinzione che il suo collo sia diventato fragile, instabile. Questa credenza causa un effetto nocebo (il correlato negativo del placebo) che lo butterà giù e non gli permetterà di migliorare la propria situazione. Inoltre lo spingerà ad ignorare altre possibili soluzioni che prendano in considerazione la reale causa del problema – ovvero lo stress.

Un trattamento di fisioterapia efficace prende in considerazione corpo e mente

Di nuovo: un approccio olistico e propositivo garantirà maggiori possibilità di miglioramento. La condizione psicologica gioca un ruolo cruciale nel percorso di guarigione. Pensa che, nel caso delle manipolazioni vertebrali, molti studi hanno dimostrato che di seguito a uno “scrocchio” le vertebre rimangono esattamente nella stessa posizione. Eppure il paziente si sente meglio. Cosa cambia?

Oltre alla credenza, e all’approccio motivazionale, muta a livello di sistema nervoso l’input afferente, vale a dire le informazioni che partono dal punto toccato dal medico e arrivano al cervello. Questo genera un aumento della soglia del dolore e limita, per un periodo di tempo, il fastidio. È come se la zona fosse anestetizzata, grazie al processo di manipolazione delle informazioni che vanno dal corpo al cervello!

  1. La verità è sempre importante!

Conoscere, affrontare gli effetti negativi e, infine, ricercare la verità è il terso elemento necessario affinché  un trattamento di fisioterapia sia efficace. Questo è il terzo e ultimo punto che mi preme sottolineare. So che è banale, ma so per certo che non è scontato ripeterlo. Essere onesti con il proprio medico e/o paziente durante le sessioni, chiedere informazioni sugli stati psicofisici e sui problemi e dubbi da un lato, sui trattamenti e le specificità correlate dall’altro, sono elementi fondamentali per risolvere il problema nel migliore dei modi.

All’interno dello sguardo olistico che qui ti espongo, voglio includere anche il bisogno di onestà e la volontà di conoscere le cause dei mali da curare. Che tu sia medico o paziente, onestà e conoscenza oggettiva sono alla base. Ogni passo lontano dalla disinformazione e dalla confusione è un passo verso la verità.

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