Oggi torneremo su un argomento già affrontato a più riprese nel corso di questa serie di articoli scritti per far luce sui molti falsi miti e le mezze verità che ruotano attorno al mal di schiena. Oggi si parla, ancora, di postura e mal di schiena.
Moltissimi pazienti quando si rivolgono a me lo fanno perché lamentano un più o meno costante e più o meno forte mal di schiena. Prima di iniziare il proprio percorso terapeutico presso il mio studio OsteoMov è spesso capitato però che questi pazienti, si fossero affidati a altri professionisti – da fisioterapisti e posturologi certificati, sino a personal trainer e, ahimè, anche altri osteopatia, i quali gli hanno fatto credere che il loro mal di schiena dipendesse dal fatto di avere una cattiva postura! “Hai mal di schiena perché hai una gamba più corta!”, oppure “hai mal di schiena perché hai il bacino ruotato!”, e ancora “hai mal di schiena perché l’osso sacro non si muove bene!” e così via. Queste sono solo alcune delle false credenze che vengono inculcate nelle mente dei pazienti e che fanno si di renderli “dipendenti” da loro quasi obbligandoli a tornare da loro ad allungare muscoli e scrocchiare vertebre per rimettere a posto la postura ed evitare il mal di schiena. Alla fine di questo articolo ti renderai conto di quanto molto spesso il fatto di avere una gamba più corta o il bacino ruotato non c’entri nulla con il tuo mal di schiena semplicemente perché la postura perfetta NON ESISTE ed anzi in molti casi avere qualche “imperfezione” rientra nella normalità!
Inoltre se proprio fosse necessario migliorare le macro alterazioni della postura per migliorare il mal di schiena il modo per farlo non è quello che in molti vogliono farti credere proponendo cicli infiniti di posturale nel loro studio o suggerendo di allungare qualche muscolo e rinforzarne altri nei video corsi che vendono online.
L’obiettivo di questo articolo è allora riassumere alcune delle principali false credenze sulla postura che, sono sicuro, in futuro ti aiuteranno a scegliere con attenzione quale metodo seguire per liberarti dal tuo mal di schiena, e di chi fidarti, ricercando professionalità e scientificità nell’approccio. Iniziamo!
FALSA CREDENZA 1:
“La causa del dolore articolare è sempre una cattiva postura”
Potremmo dire che questa falsa credenza sia l’ABC del sentito dire sul mal di schiena. Quante volte ti sarà capitato di sentire o sentirti dire: “Sei gobbo, se non addrizzi la tua postura ti verrà mal di schiena!”, oppure l’inverso: “Hai mal di schiena? È normale, se mantieni quella postura così gobba…”.
Ebbene, non me ne vogliano amici e parenti, ma è importante che tu sappia che credere che una cattiva postura sia la causa del tuo mal di schiena, e che dunque si possa curare il dolore migliorando la postura è assolutamente un’idea sbagliata.
Purtroppo lo sento spesso ripetere non solo da amici e parenti che, bonariamente ripetono questo nesso associativo apparentemente dotato di un fondamento scientifico, ma anche da canali comunicativi con un bacino d’utenza molto più grande – dalla televisione alla radio, sino ad arrivare, ovviamente, al web. Ti chiederai giustamente:
Perché?
Perché se questa associazione è priva di fondamento scientifica è così data per scontata, concepita immediatamente? La risposta risiede proprio in questo dato di fatto: essendo dato per scontato, essendo qualcosa che ci ripetono in molti, soprattutto medici e professionisti, questo legame tra postura e dolore è ormai concepito come “razionalmente fondato” e dunque VERO.
Ebbene, nonostante possa sembrare logico, la verità è che non esistono assolutamente evidenze scientifiche che dimostrino la diretta correlazione tra alterazioni posturali e mal di schiena (se non in rarissimi casi specifici), e non è pertanto in generale configurabile un nesso causa-effetto tra i due fenomeni!
Infatti, se fosse la cattiva postura la causa del tuo mal di schiena, dovremmo di conseguenza certificare che persone con alterazioni posturali importanti soffrano molto di più di quelle con alterazioni posturali meno gravi. Eppure, gli studi effettuati a riguardo non sono giunti a una tale conclusione.
Al contrario, le evidenze scientifiche mostrano che il mal di schiena NON HA ALCUNA CORRELAZIONE DIRETTA con il grado di alterazioni posturali, come ad esempio la scoliosi. I fattori che determinano l’insorgere del mal di schiena sono tantissimi, ed è pertanto riduttivo (e pericoloso) prenderne in esame soltanto alcuni, considerandoli più rilevanti rispetto ad altri – ad esempio una rotazione del bacino, una dissimmetria degli arti inferiori o la presenza di scoliosi. Pensa a tutte quelle persone con alterazioni importanti della colonna vertebrale (gobba, ipercifosi, iperlordosi) che, a scapito di quanto si possa credere, vivono privi di dolori!
Il segreto risiede, come ti ho più volte mostrato, nella plasticità e adattabilità del nostro organismo, in grado di modificarsi per ottenere sempre il massimo risultato sulla base delle circostanze e in relazione alle abitudini acquisite. È stupefacente, se ci pensi, il modo in cui i muscoli e lo scheletro del nostro corpo siano programmati per adattarsi anche a posizioni assolutamente scomode e scorrette, andandosi a modificare proprio per evitare dolori!
Questo concetto deve assolutamente essere tenuto in considerazione quando si pensa di intervenire sulla postura con lo scopo di ridurre il mal di schiena! Lo so, fa strano pensarla in questi termini dopo che, per anni e anni, ci siamo sentiti ripetere che “stare gobbi fa venire il mal di schiena” o che “si ha mal di schiena perché si sta gobbi”. Eppure, la scienza dimostra proprio il contrario! Falso mito numero uno: smontato!
FALSA CREDENZA 2:
“Una buona postura richiede una costante attenzione”
Molti dei miei pazienti credono che la loro cattiva postura sia dovuta al fatto che non ci pongono abbastanza attenzione. Insomma, credono di dover forzare la propria naturale propensione a mantenere un determinato tipo di postura perché non conforme agli standard della “buona postura” in grado di allontanare mal di schiena e problemi associati. In qualche modo questa falsa credenza è la prosecuzione della prima, te ne sarai accorto. Ebbene, anche in questo caso questo assunto metodologico è…
Sbagliato!
Da un punto di vista pratico ti sarebbe impossibile pensare in continuazione alla postura che stai adottando in ogni momento: diventerebbe veramente difficile muoverti, sedere, camminare, correre, fare insomma tutte quelle azioni che normalmente caratterizzano la tua quotidianità
Il nostro corpo non è progettato per monitorare costantemente l’attività dei muscoli, tantomeno la nostra mente. Al contrario, tu cammini ogni giorno senza il bisogno di ricordarti di contrarre i muscoli flessori delle dita dei piedi, e stai in piedi senza dover pensare di attivare i muscoli addominali e tenere le scapole retratte.
La postura insomma è sotto il controllo di processi inconsci che avvengono in maniera automatica e, fortunatamente, senza il nostro controllo!
Tutti ci siamo sentiti dire almeno una volta: “stai dritto con la schiena””, “pancia in dentro!”, “petto in fuori!” – lo so, fa un po’ attitudine marziale –, ci siamo impegnati nel mantenere la postura desiderata ma… dopo qualche secondo, minuto al massimo, alla prima distrazione, siamo tornati esattamente nella posizione in cui eravamo all’inizio! Sarebbe insomma un po’ come lottare contro i mulini a vento.
Come fare allora, ti chiedi giustamente? Ebbene, se vuoi mantenere una buona postura devi fare in modo che questa diventi un atto inconscio e automatico! Devi renderla un’abitudine. Porre attenzione cosciente sui tuoi movimenti non è una strategia funzionale a lungo termine. Esistono esercizi specifici che solo un bravo Osteopata specializzato anche in Disfunzioni del Movimento può insegnarti, per far sì che il tuo corpo immagazzini nuove abitudini sensorimotorie.
Come ti ho mostrato, le nostre azioni e abitudini influenzano drasticamente le nostre capacità motorie. Sono le nostre abitudini a generare tutta una serie di competenze inscritte nella memoria motoria del nostro corpo, nel bene e nel male!
FALSA CREDENZA 3:
“Una buona postura richiede uno sforzo maggiore”
Terza falsa credenza: correlare la propria cattiva postura alla pigrizia o debolezza dei muscoli “posturali”. Pertanto, molti dei miei pazienti hanno ad esempio tentato di assumere la “postura perfetta” da manuale (o da video YouTube), salvo poi, dopo pochi minuti, sentirsi stanchi morti. Alla luce di questa debolezza, il segreto è allora – come spesso consigliato su internet – rafforzare i propri muscoli, così da poter mantenere la postura ritenuta corretta aumentando la resistenza.
Ahimè, lo devo dire, anche in tal caso la battaglia è persa in partenza, se fondata su questi assunti – privi di fondamento scientifico. La soluzione, infatti, non può essere aumentare l’abilità di sostenere uno sforzo statico e anomalo rispetto alle abitudini posturali e muscolari della schiena, ma di trovare una postura che richieda meno sforzo!
Ricorda: il grado di fatica associato a un movimento è un ottimo parametro per determinarne correttezza o scorrettezza. Una postura ottimale, di conseguenza, è una postura che non ti stanca e che non causa stress e fatica nei tuoi muscoli. Se per te una determinata postura, anche se ritenuta corretta in virtù dei parametri di personal trainer o altri professionisti (o meno…), è stancante, fastidiosa, se impedisce movimenti fluidi e ti fa sentire bloccato, vuol dire che allora non è efficace. Il nostro organismo – il sistema muscoloscheletrico, così come il tuo cervello – preferisce sempre l’efficienza massima in relazione al minimo sforzo, e sarà in grado di acquisire nuove strategie posturali più funzionali una volta abbandonate quelle troppo faticose o inefficienti – o non appena smetterai di pensarci, cioè dopo appena 3-4 secondi!
FALSA CREDENZA 4:
“Postura significa stare bene quando si è fermi”
Anche questo, devo ammetterlo, è un grande classico del sentito dire sulla postura. L’idea è che la postura, essendo apparentemente una configurazione “rigida” e “statica”, rappresenti l’assenza di movimenti. Quindi, postura implica star fermi e rigidi.
Anche in tal caso, questo assunto è totalmente sbagliato perché implica una concezione del tutto innaturale della postura e influenza e altera il modo in cui ti andrai a muovere – o a sedere!
Al contrario di quanto si crede, è invece importante tu comprenda che anche una postura “apparentemente”statica (per esempio: il semplice rimanere dritti in piedi o sedere mentre si studia o lavora), in realtà prevede piccoli e continui micro-movimenti del corpo, e tutt’altro che rigidità!
Per farti comprendere come questa relazione – postura = immobilità – risieda su un assunto sbagliato, voglio farti riflettere su una cosa. Prendi in considerazione le dimensioni ridotte del nostro sistema d’appoggio, le piante dei piedi, in relazione al peso e all’altezza del nostro corpo: stare in piedi è una procedura ad alto rischio di instabilità che necessita della costante contrazione di tutta una serie di muscoli interni che bilanciano e riportano il peso del nostro corpo verso il centro di gravità. Costanti e numerose, piccole oscillazioni della testa e dei piedi danno forma a invisibili movimenti circolari – dalla forma a 8.
Ecco che, allora, mantenere una postura non significa restare fermi o rigidi, ma garantire un costante e armonico movimento oscillatorio attorno al punto di equilibrio. La postura, lungi dall’essere l’antitesi del movimento, è anzi il punto di partenza per l’esecuzione di qualsiasi movimento, in quanto garantisce l’equilibrio necessario a stare in piedi.
Una postura ottimale ti garantisce di compiere qualsiasi movimento con il minimo della preparazione e della fatica: il tuo organismo intero – grazie alla collaborazione costante di cervello, sistema nervoso centrale, sistema neurofisiologico e muscoloscheletrico – costantemente prepara il tuo corpo a compiere anche il più piccolo movimento, senza eccessivi sforzi e senza rischi di infortunio, sempre nell’ottica della migliore performance in relazione alla circostanza in corso.
Insomma: la postura non è una posa statica e rigida da mantenere, è anzi l’insieme di movimenti oscillatori armonici che permettono di respirare, restare in equilibrio e preparare il tuo corpo al movimento più efficace, abbattendo rischi di infortuni e eccessivi sforzi.
FALSA CREDENZA 5:
“Dritto e Simmetrico è sempre meglio”
Stai dritto, pancia in dentro, petto in fuori! Scommetto che questa frase non ti giunge nuova. Personalmente, l’associo ai miei nonni che, quando ero bambino, mi invitavano a mantenere sempre una postura dritta e simmetrica. Come vedi, il luogo comune va avanti di generazione in generazione da ormai tanti anni, non è soltanto associabile a creatori di contenuti del web. È molto più radicato, e molto più difficile da fronteggiare dunque.
Ebbene, è importante tu sappia che non importa il livello di simmetria nella tua postura: l’idea di simmetria è derivata da uno standard ideale che non tiene conto delle singole fisionomie dei corpi. Certamente, vi sono casi più gravi e anomali, patologici, per cui è necessario “raddrizzare” la schiena.
Tuttavia, in generale, ciò che conta non è rispettare la morfologia di un canone ideale, ma rispettare come tu ti senta entro una specifica postura! Provare a deformare il tuo corpo per rispettare canoni ideali è rischioso, perché ti costringi ad assumere posizioni innaturali e, a lungo andare, nocive. Ogni persona ha una propria struttura scheletrica e dunque una propria postura di cui tenere conto! Tutti noi, per altro, abbiamo piccole asimmetrie tra le ossa della parte destra e sinistra del corpo che violano la “sezione aurea” del canone anatomico, è del tutto normale.
Ricordo ancora, quando ho seguito i miei studi di dissezione anatomica al King’s College Hospital di Londra, il momento in cui ho visto (e toccato con mano!) che le ossa di una parte del corpo sono totalmente diverse da quelle della parte opposta. Fu sconvolgente, abituato anche io – come te – all’idea che esistano misure e forme perfette a livello anatomico da rispettare. Le vertebre “vere” non apparivano come quelle rappresentate nei libri di anatomia, perfettamente rettangolari e simmetriche! Anzi, tutte le colonne vertebrali che esaminavo presentavano curve scoliotiche.
Questa evidenza dei fatti, rafforzata e garantita anche dalle terapie coi miei pazienti che sin da allora portavo avanti, ha permesso l’emergere di una presa di coscienza fondamentale a livello professionale: ognuno di noi presenta, a livello muscoloscheletrico e anatomico, presenta delle asimmetrie. L’asimmetria è la norma, non l’eccezione. Aver constatato di persona e dal vivo che la simmetria perfetta e di conseguenza la postura perfetta non esistono, ha cambiato definitivamente il mio modo di approcciarmi ai pazienti.
Le ossa, per altro, non sono il risultato di una produzione in serie – come ad esempio per le automobili. Al contrario, sono il prodotto di un lento, efficiente, costante sviluppo, generato dall’influsso delle tensioni dei muscoli ad esse attaccati. Queste tensioni non sono omogenee, ma sono anzi differenti a seconda del lato del corpo dominante – che tutti noi possediamo. In breve, ribadisco, è perfettamente normale avere qualche asimmetria posturale. Ecco degli esempi: se le vertebre si flettono lateralmente nel tratto lombare, formando una scoliosi, è più che normale avere da qualche altra parte della colonna vertebrale una curva nella direzione opposta. Perché? Semplice: serve per mantenere la posizione neutra sia del bacino che della testa, bilanciando questa asimmetria.
Ecco che, allora, cercare di raddrizzare la colonna vertebrale mediante allungamenti o rafforzamenti muscolari, crea soltanto inutili tensioni (a meno che si tratti di scoliosi eccessive e innaturali) che, impedendo quei micromovimenti fluidi di cui ti ho parlato, generano problemi più gravi. La postura ideale è insomma differente per ognuno di noi: non preoccuparti molto di come la tua postura appare, piuttosto concentrati su come ti senti nella tua postura. Non puoi cercare di ottenere una postura che senti innaturale, scomoda, che impedisce movimenti e ti fa sentire rigido.
Ho visto spesso contributi – audio, video, scritti, in tv, in radio, su internet – in cui si utilizzavano strumenti come il filo a piombo o gli specchi quadrettati per far notare come la tua postura non sia perfetta – non avendoti davanti, per altro, mi chiedo come possano parlare della TUA schiena… Tutto questo serve solo a metterti in testa false credenze e fare la fortuna dei terapisti e creatori di contenuti, più o meno dotati di attestati e certificazioni di competenza in materia, che con queste argomentazioni ti vendono pacchetti di sedute di posturale con la promessa (falsa), di riportarti ad essere perfettamente dritto e simmetrico.
Se hai ben compreso tutto quello che ti ho raccontato fino ad ora, e sono certo sia così, allora sarai in grado di capire che tutto questo non sia affatto funzionale e anzi manchi di basi scientifiche di riferimento. Non è possibile cambiare la forma delle tue ossa: quindi quello di cui hai bisogno è di un trattamento ben diverso, ad personam, gestito da professionisti che tengano conto delle tue esigenze e delle basi scientifiche di cui ti ho parlato oggi.
Conclusioni
Lo so, quello di cui abbiamo parlato oggi è ben diverso da ciò che sei stato abituato ad ascoltare e credere sulla relazione tra postura e mal di schiena. Ad oggi però, grazie agli studi portati avanti dalla comunità scientifica, posso dirti che le cose stanno cambiando, con nuove prospettive teoriche e terapeutiche al passo coi tempi e l’abbandono di vecchi “dogmi” ormai notoriamente scorretti dal punto di vista anatomico.
Ormai risulta desueto parlare di “postura perfetta”. Questo concetto risulta antiquato e distaccato dalle evidenze reali emerse da studi e analisi scientifiche. Dal modello della postura perfetta, per cui la condizione del paziente occorrente viene presa in esame nell’ottica di renderla conforme al tipo di riferimento, detto modello Biomeccanico, fondato sulla STRUTTURA del corpo; si sta ormai passando al modello Mio-fasciale, concentrato invece sulla FUNZIONE, ossia su come il singolo individuo si muove e su come i muscoli, sotto l’egida del Sistema Nervoso, lavorino per mantenere una buona postura e generare specifici movimenti.
Si è passati insomma da una visione più STATICA, per cui il corpo del soggetto doveva essere conformato al tipo ideale, ad una concezione a più DINAMICA e REALISTICA che prevede l’esecuzione di alcuni test funzionali, così da valutare l’efficienza degli schemi motori di base dai quali si sviluppano tutti i movimenti che compiamo durante la giornata.
Spero di esserti stato utile! Come sempre, ci vediamo al prossimo articolo oppure nel mio studio di fisioterapia a Roma Eur Marconi, ciao!
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