Il linfodrenaggio manuale è un particolare tipo di massaggio che favorisce il drenaggio della linfa da un arto a un’area corporea che drena normalmente. Viene impiegato principalmente per il linfedema.
Oltre a migliorare la circolazione linfatica, il linfodrenaggio manuale è un toccasana per la circolazione sanguigna in quanto aumenta il flusso ematico sia nelle vene profonde che in quelle superficiali.
Esistono varie tecniche con cui eseguire il linfodrenaggio, che prendono il nome da chi le ha ideate. Le più famose sono: Vodder, Földi, Leduc o Casley-Smith. Ognuna presenta differenze per tipo di manipolazione, frequenza e durata del trattamento, benefici ottenuti.
Ma i punti in comune sono molti. Eccone alcuni:
Nello specifico
Diamo invece un’occhiata alle caratteristiche delle differenti tecniche:
Diversi tipi di movimenti della mano vengono utilizzati sul corpo a seconda della parte da trattare. Efficace anche nel trattamento della fibrosi.
Basato sulla tecnica Vodder, questo metodo pone l’accento sulla sequenza “spinta e rilassamento”. Aiuta a gestire l’edema attraverso una serie di leggeri colpi che lo “circondano”.
Questo metodo prevede l’uso di piccoli e delicati movimenti di effleurage impartiti con il “taglio” della mano.
Implica l’uso di speciali movimenti di “richiamo” (o allettanti) e di “riassorbimento” che riducono il modo in cui la linfa viene assorbita prima nei vasilinfatici iniziali e poi nei vasi linfatici più grandi.
Questa tecnica può essere utilizzata come complemento delle terapie per i pazienti sotto stress. Inoltre, può essere efficace per ridurre la pressione intracranica nelle malattie cerebrali gravi.
Controindicazione assoluta:
Le condizioni sopra indicate non devono essere trattate con linfodrenaggio manuale.
Controindicazione relativa: